In Sicilia c’è Eco-punto: il primo franchising dove i rifiuti riciclabili sono barattati con alimenti

di Salvo del 5 Marzo 2012

Dietro la preziosa segnalazione di Alessandro sulla nostra fanpage di Facebook, vi parliamo di un’interessantissima iniziativa nata in Sicilia, stupenda Regione spesso classificata tra le ultime su questioni ambientali, ma che in materia di “creatività green” ha qualcosa da insegnarci.

In Sicilia c’è Eco-punto: il primo franchising dove i rifiuti riciclabili sono barattati con alimenti

In Sicilia è di fatti nato Eco-punto, il primo franchising basato puramente sul baratto, volto ad incentivare il rispetto dell’ambiente.

Già, avete letto bene, proprio baratto, quel sano modo di commerciare dei nostri antenati messo da parte con l’arrivo del denaro. In sostanza, lo scambio avviene tra i beni di proprietà del cittadino oramai destinati alla dismissione, con prodotti alimentari locali e generi di prima necessità.

Al primo non tocca far altro che recarsi nei pressi di un Eco-punto col bene riciclabile che non gli serve più, e in cambio riceve prodotti alimentari e/o di prima necessità.

Citiamo qualche esempio pratico: due chili di alluminio valgono 100 grammi di fave, 7 chili di carta / mezzo chilo di pasta, 11 chili di plastica / 3 chili di pomodori pelati. E si può scegliere tra riso, conserve, condimenti pronti, zucchero e perfino caramelle…

Questa bella idea è nata dalle menti di alcuni giovani studenti, che hanno messo in piedi nel maggio 2009 un’Associazione, LiberAmbiente, senza scopo di lucro, ma con quello di promuovere lo sviluppo sostenibile e la legalità attraverso forme di imprenditorialità che coinvolgano donne e giovani.

LiberAmbiente organizza così incontri, seminari, corsi di formazione e realizza altresì riviste e documentari, oltre che dare vita a varie iniziative, tra cui appunto gli Eco-punto.

La prima sede è stata creata a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, il 30 gennaio 2010. Ma presto ne sono state avviate altre: due in Provincia di Palermo (Terrasini e Cinisi, terre legate alla figura di Peppino Impastato) e una a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina ed altre ne sono in programma, sempre in queste tre Province.

Come si apre un Eco-punto? Innanzitutto è necessario sottoscrivere uno specifico contratto di affiliazione commerciale, con precisi obblighi al fine di garantire l’identità e l’univocità di tutti gli Eco-punto appartenenti al network LiberAmbiente.

Si specifica che il fine economico comune è quello di ampliare/partecipare ad una rete di negozi gestita da soggetti imprenditori che cooperano con un unico produttore e che abbia caratteri organizzativi, loghi distintivi e marchi omogenei  in modo tale che risultino facilmente individuabili dai clienti e dalle istituzioni.

Per informazioni più dettagliate:

LiberAmbiente™, tel. +39 091 7219076

Complimenti dunque a LiberAmbiente per questa iniziativa che dimostra che basta anche solo la creatività per aiutare l’ambiente che ci circonda.

 

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