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Incentivi al fotovoltaico: tagli in vista

Incentivi al fotovoltaico sempre più esigui. E’ questo lo scenario che si prospetta ormai per il fotovoltaico italiano, un settore che oggi gode delle maggiori agevolazioni a livello mondiale, stanti i tagli effettuati dalla Germania al proprio sussidio, ma che domani potrebbe incontrare grossissime difficoltà a causa delle politiche di austerity varate dal governo.

Incentivi al fotovoltaico: tagli in vista

Gli incentivi al fotovoltaico sono infatti destinati a scendere del 6% l’anno prossimo ogni quadrimestre, con un taglio del 18% rispetto a oggi, rimanendo stabile per i successivi due anni: poi nel 2014 nuovo cambiamento. Solo un pochino “meno peggio” rispetto al taglio del 20% più un ulteriore taglio del 6% nel 2012 di cui si vociferava nei giorni scorsi. Queste sono le prime anticipazioni fatte da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, durante la presentazione del progetto Corrente, realizzato dal GSE (Gestore dei servizi elettrici) per coordinare e riunire sotto un unico cappello la variegata filiera italiana delle fonti rinnovabili di energia.

Rimane in discussione e verrà probabilmente stralciato l’articolo 45 della manovra, quello che cancella l’obbligo in capo al Gestore dei servizi energetici di ritirare i cosiddetti “certificati verdi” in eccesso: attualmente il ruolo del GSE è indispensabile per riequilibrare domanda (in deficit) ed offerta e concorre alla formazione di un prezzo minimo garantito, il cui costo non grava in ogni caso sui costi pubblici, dato che è finanziato dai consumatori, con una piccola voce presente nella bolletta elettrica.

E’ chiaro che l’articolo 45 azzopperebbe il mercato e addirittura secondo l’Aper – l’Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili – intorno alla metà dei certificati verdi in circolazione non troverebbe più collocazione sul mercato, provocando una moria di società operanti nel campo delle rinnovabili.

Probabile una profonda ed auspicabile revisione di questo articolo, con la messa a punto di qualche meccanismo di compensazione finanziaria che eviti un default generalizzato del settore delle energie rinnovabili, dati anche gli impegni ufficialmente assunti dal nostro paese in questo campo in vista del 2020.

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