Incentivi per gli scooter elettrici: sono davvero in arrivo?

di Magi del 23 febbraio 2011

Per capire la situazione degli incentivi per l’acquisto di scooter elettrici, bisogna cercare di ricostruire, a grandi linee, le tappe di questa ‘odissea’ di fondi statali.
A inizio 2010, il mancato esaurimento dei 124 milioni di euro stanziati dal Governo alla fine del 2009 per sostenere iniziative e scelte eco-sostenibili ha permesso una nuova erogazione di incentivi. Ma, mentre le quote stanziate per l’acquisto di elettrodomestici, di cucine componibili e per la promozione dell’efficienza energetica in campo industriale non sono state utilizzate completamente dai settori beneficiari, gli incentivi destinati al mondo delle due ruote sono andati subito esauriti.

A seguito del successo dell’iniziativa, il primo a parlare di una possibile rimodulazione delle quote a favore di settori più sensibili alla politica degli incentivi è stato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia: egli aveva dichiarato infatti che se gli importi stanziati non fossero stati utilizzati totalmente dai settori beneficiari, come in effetti è stato, si sarebbe potuta prevedere “una compensazione con altri settori che possano sviluppare più domanda”.
E così, alle parole sono seguiti i fatti: nell’aprile del 2010, il Governo rilancia altri 300 milioni di euro nel campo degli incentivi, e, a novembre dello stesso anno, a fronte di un disavanzo non usufruito di 110 milioni di euro (vedi anche nostro articolo in tema), rinnova l’offerta di incentivi, a sostegno del ‘made in Italy’, per 10 settori produttivi, tra cui anche quello delle moto e degli scooter ecologici.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, firma quindi il decreto, anche nel tentativo di far aumentare la domanda di acquisto di nuovi mezzi a due ruote, visti i preoccupanti risultati fatti segnare dal settore in settembre, con una riduzione delle vendite di quasi il 32% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, per un totale di “sole” 21.963 nuove immatricolazioni.
Ma quello che conta, in questa seconda fase, è che le percentuali di accesso ai nuovi incentivi sono state rimodulate in modo tale da risultare più alte per quei settori che, con i precedenti incentivi, hanno dimostrato di possedere una maggiore capacità di assorbimento. E il mondo delle due ruote è decisamente in testa a questa classifica, dal momento che nel 2009, nel giro di pochi mesi, aveva bruciato letteralmente la quota messa a sua disposizione.

A questo punto, c’è da valutare il corretto utilizzo degli stessi incentivi.
Rarissimi sono gli scooter elettrici di fatto in ciircolazione e a questo proposito deve far riflettere il caso della ‘Oxygen’, una ditta italiana specializzata nella produzione di motocicli ecologici elettrici, con sede a Padova: vincitrice della gara d’appalto per la fornitura di mezzi alle Poste Svizzere, con cui collaborano da ormai 4 anni e alle quali fornirà entro giugno 1500 nuovi motocicli, oltre che presente sui mercati esteri di Belgio e Spagna, è paradossalmente assente dal mercato italiano, che continua a preferire, in controtendenza rispetto alle altre nazioni e rispetto ai costi presto insostenibili della benzina, il motore a scoppio.
Nel 2010, infatti, nel nostro Paese sono stati venduti solo 7 esemplari di Cargoscooter (questo il nome del veicolo), due dei quali a cittadini privati e cinque a una ditta di consegne green a Roma, su un totale di ben 600 mezzi venduti. E le previsioni per il 2011 auspicano vendite quadruplicate.

Appare chiaro, a questo punto, che da noi ci siano ancora molti pregiudizi sullo scooter elettrico, solo leggermente più costoso di un modello normale, ma che garantisce un’estetica essenziale ma gradevole, pari prestazioni rispetto ad un prodotto tradizionale e consente di ammortizzare la spesa iniziale già nel giro di un anno, grazie a consumi ridottissimi.

Inoltre, lo scooter elettrico beneficia dell’esenzione del pagamento del bollo per i primi cinque anni.
Ma evidentemente, questo è l’unico, reale vantaggio normativo a favore dei mezzi elettrici a due ruote: considerati i dati di vendita (inesistenti) sopra citati, gli incentivi statali del 2010, che nel frattempo si sono già esauriti, probabilmente si sono persi, come spesso accade, in un rivolo di ‘sconti’ incontrollati per l’acquisto di beni che nulla hanno a che fare con l’ecologia e il risparmio energetico, ma piuttosto con la speculazione e l’arricchimento indebito.

Vogliamo quindi augurarci che gli ancora ipotetici eco-incentivi previsti per il 2011, legati in parte all’ammontare del disavanzo dell’anno precedente e in parte agli eventuali nuovi stanziamenti, siano utilizzati correttamente e con coscienza, in direzioni di scelte veramente consapevoli ed eco-sostenibili: una buona qualità della vita, infatti, parafrasando un noto spot televisivo, ‘non ha prezzo’.

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