Incertezza del governo sulle rinnovabili pesa sul comparto e sugli obiettivi di Kyoto

di Eryeffe del 17 giugno 2012

Brutte notizie per l’Italia in tema di emissioni di gas serra. Secondo le proiezioni diramate dall’ UE entro il 2020 il nostro paese riuscirà a tagliare appena l’1,5% delle proprie emissioni: una prospettiva molto lontana rispetto agli obiettivi che la Commissione Europea ha chiesto di centrare a tutti gli stati membri per far fronte ai danni indotti dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento atmosferico (-13% entro il 2020)

Incertezza del governo sulle rinnovabili pesa sul comparto e sugli obiettivi di Kyoto

In realtà la situazione italiana deve essere letta in chiaroscuro, con segnali incoraggianti per quanto riguarda l’aumento del consumo di energia pulita (+17% entro il 2020) e modesti passi in avanti sul fronte della riduzione di gas serra in settori come quello dei trasporti.

La colpa, una volta tanto, non è della crisi economica ma dei tentennamenti dell’esecutivo rispetto agli investimenti e ai provvedimenti legislativi necessari per dare ulteriore slancio ad un settore che in breve tempo ha prodotto migliaia di nuovi posti di lavoro e che attualmente rappresenta oltre 1% del PIL.

Secondo i dati diramati alla fine del 2010 dal Ministero, si è registrato un – 3% di emissioni serra rispetto al 1990. L’obiettivo del – 6,5% è da raggiungere entro il 31 dicembre 2012. Ciò significa che manca ancora un – 3,5%, difficile se si pensa al poco tempo che rimane. Ancora più difficile se – mentre l’eolico e il fotovoltaico fanno registrare trend in continua crescita e le prospettive per geotermico e biomasse sono più che rosee – le politiche energetiche messe in campo nel settore continueranno ad essere dominate e paralizzate dall’incertezza del governo rispetto alla potenziale spinta di un comparto che, mai come in questo momento, andrebbe semplicemente cavalcata.

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