Indici di Sostenibilità Ambientale: l’Environmental Performance Index (EPI)

di Monica del 19 Aprile 2011

L’Enviromental Perfomance Index (EPI) è un primario indice di sostenibilità ambientale: si tratta di un indicatore delle perfomance ambientale di una determinata nazione.
Ogni anno vengono classificati 163 paesi in base alle loro performance in ambito di cambiamento climatici (inquinamento, emissione di CO2), sfruttamento dell’agricoltura, foreste, biodiversità, utilizzo dell’acqua e così via. L’EPI è una misura sintetica che permette di comprendere quanto e in quale ambito ogni nazione si sta impegnando nella salvaguardia dell’ambiente.

Indici di Sostenibilità Ambientale: l’Environmental Performance Index (EPI)

L’indice è stato creato dalla Yale University e dalla Columbia University in collaborazione con il Forum Economico Mondiale e con il Centro comune di ricerca della Comunità Europea ed è stato pubblicato per la prima volta nel 2002.

Si suddivide principalemente in due macro categorie: la vitalità dell’ecosistema e la salute ambientale nei confronti dell’essere umano. Alla prima macrocategoria appartengono le categorie riguardanti il cambiamento climatico (emissione di Co2); l’agricoltura (utilizzo di pesticidi, intensità dell’utilizzo di risorse idriche), la pesca (livello trofico marino, intensità del pescaggio mediante rete a trascico); la selvicoltura (quantità di crescita delle foreste); le biodiversità (protezione di flora e fauna); le acque ( indice della qualità dell’acqua, indice della scarsità dell’acqua) e l’inquinamento dell’aria (aumento del buco dell’ozono). Alla seconda macrocategoria invece appartengono le categorie riguardanti la salute ambientale in correlazione alla salute dell’essere umano: l’impatto ambientale delle malattie; l’inquinamento dell’aria e il suo relativo impatto sull’uomo; l’accesso alla risorsa idrica e il livello di sanità.

Il punteggio viene assegnato su una scala da 0 (minimo) a 100 (massimo).

Nell’ultimo rapporto annuale dell’EPI l’Islanda si è aggiudicata la vetta della classifica con un punteggio di 93.5, grazie alle sue acque pulite, ad un sfruttamento intelligente dell’energie geotermiche e alla presenza di molte riserve naturali. Seconda e terzo classificato la Svizzera (89.1) e il Costa Rica (86.4). L’Italia si trova al diciottesimo posto con un punteggio di 73.1, dopo Francia, Inghilterra e Germania. I grandi stati invece slittano verso il fondo della classifica: gli Stati Uniti, di fatto, si aggiudicano il 61esimo posto, mentre Cina e India non rientrano neanche nei primi cento. Ciò dimostra che i grandi stati industriali riescono da una parte a mantenere l’economia mondiale attiva, ma dall’altra non si preoccupano a sufficienza delle conseguenze ambientali dello sfruttamento del suolo e delle energie del nostro pianeta.

Restiamo in attesa della classifica 2011. Il posizionamento nei primi posti della classifica EPI dovrebbe diventare per ogni stato un obiettivo annuale importante. Raggiungere elevati punteggi significa garantire ai propri cittadini un ambiente sano in cui vivere e un futuro ancora più sano per le generazioni a venire.

Per approfondimenti: www.epi.yale.edu

{ 1 comment… read it below or add one }

gusmaroli fabrizio gennaio 10, 2012 @ 1:22 pm

mi occupo di certificazioni, art 71etc e sono interessato a certificare “green”. Cerco ogni mezzo per restare aggiornato su aticoli, pubbilazioni e legislazione inerente.
grazie
ing gusmaroli fabrizio
12180 albo di milano

Rispondi

Leave a Comment