Informatica e letame: un matrimonio per ridurre i consumi energetici

di Barbara Nazzari del 10 settembre 2011

Cosa hanno in comune il prodotto più basso della digestione animale e il prodotto più alto della tecnologia umana? Il desiderio di ridurre i consumi energetici, dato rilevante in bilancio, che accomuna le più grandi aziende come Google, Microsoft e HP. E qui entrano in scena le mucche, straordinarie produttrici di letame (20 tonnellate ogni anno per capo!), a sua volta straordinario produttore di metano, dannoso per l’atmosfera e per le falde acquifere. A meno che non lo si faccia fruttare con intelligenza.

Informatica e letame: un matrimonio per ridurre i consumi energetici

E’ quello che hanno pensato all’HP: trattare il letame in un digestore anaerobico per produrre elettricità e calore e alimentare così senza sprechi diversi tra i data center che gestisce. In questo modo la collaborazione tra aziende informatiche e allevamenti avrebbe un doppio risultato positivo: ridurre l’inquinamento e abbassare i costi di produzione, con un vantaggio economico per entrambi le parti e un vantaggio ambientale per tutti.

Più precisamente, ad HP hanno stimato che un allevamento con 10,000 mucche possa produrre sufficiente letame per alimentare un data center da 1MW.

Non solo: un impiego di questo tipo del letame prodotto da bovini sarebbe un bell’assist per l’ambiente: non dimentichiamo che il metano disperso in atmosfera fa danni assai superiori a quelli indotti dal diossido di carbonio.

Insomma, non c’è ambito in cui la pupù non si riveli uno straordinario alleato.
E’ ora di rivedere stereotipi e cattive abitudini e dare vita a nuovi circoli virtuosi: la cacca, in fondo, puzza meno della cattiva coscienza.

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