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Inquinamento acustico: per legge gli edifici devono essere protetti

Perché la minaccia dell’inquinamento acustico, a lungo trascurata, sta diventando un tema su cui l’accresciuta consapevolezza sta rendendo più popolari alcuni rimedi ed accorgimenti: vediamo quali sono.

Nell’ambiente che ci circonda, soprattutto quello domestico, alcune situazioni dannose per la nostra salute sembrano più evidenti rispetto ad altre. In realtà non tutte le forme di inquinamento producono effetti “immediatamente” rilevabili. L’inquinamento acustico è uno di questi.

Nelle case, specie nei condomini cittadini, la convivenza forzata di tante persone dà luogo a numerosi rumori domestici che possono risultare intollerabili e che spesso portano a numerosi litigi. Tuttavia le sorgenti del rumore possono trovarsi anche all’esterno dell’edificio (traffico, mezzi di trasporto, impianti industriali, lavori stradali, costruzioni).

Un buon isolamento acustico interno permette di difendersi dai rumori molesti ma va comunque ricordato che l’ordinamento giuridico nazionale garantisce la salvaguardia delle persone mediante l’applicazione dell’articolo 844 del Codice Civile che impone anche dei limiti di rumorosità. Questa norma si posiziona in un quadro normativo introdotto nel Belpaese una ventina d’anni fa, con l’obiettivo di indicare precisi criteri per la valutazione delle immissioni sonore ritenute disturbanti per le persone e talvolta dannose per la salute.

Il concetto chiave, nei confronti dell’esposizione a sorgenti rumorose, è rappresentato dalla soglia della “normale tollerabilità”.
Si definisce inquinamento acustico  “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti,dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi”

Non solo, la legge n. 447/1995 art. 2 fornisce una definizione più precisa rispetto al passato di inquinamento acustico: “…l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”.

Come proteggersi dall’inquinamento acustico

La tutela dell’ambiente dagli effetti nocivi derivanti dall’esposizione al rumore può essere realizzata  attraverso le diverse azioni.

Per isolare un edificio dall’esterno si può foderare internamente il tetto e le pareti con dei pannelli fonoassorbenti di materiale naturale come sughero, canapa o fibre di kenaf pressate, che isolano anche termicamente, per cui il vantaggio è duplice.

Gli infissi devono essere installati a regola d’arte ed essere a chiusura ermetica. L’impiego di vetrocamere con intercapedine riempita da un gas inerte e l’uso di vetri stratificati migliora ancora di più le prestazioni.

Anche il pavimento può essere isolato mediante l’applicazione tra massetto e rivestimento di un tappeto in materiale fonoassorbente sempre in canapa o kenaf. Serve ad attutire le vibrazioni sonore prodotte dai passi e da chi salta e corre. Anche gli scarichi possono creare rumori molesti, specialmente nelle ore notturne, tant’é che in alcuni condomini (soprattutto in Svizzera) ne è vietato l’uso di notte. Rivestimenti in materiale fonoassorbente sono disponibili per ricoprire le tubature.

A livello di sorgenti di rumore ambientali esterne il comune deve invece prevedere degli specifici limiti di accettabilità di rumore e realizzare dei piani di zonizzazione acustica con eventuale risanamento acustico – qualora i livelli di rumorosità ambientale superino i suddetti valori limite -fino a ricondurre i livelli di rumorosità ambientale a determinati valori ottimali, i cosiddetti valori di qualità.

Se l’inquinamento acustico arreca fastidio a noi, figuriamoci ai nostri cari compagni a quattro zampe…

Da questo punto di vista la normativa individua 6 classi acustiche e fissa dei limiti assoluti in termini di livelli di immissione, emissione e qualità, in funzione del periodo di riferimento diurno (06:00 – 22.00) e notturno (22:00 – 06:00).

Se si è ossessionati dal rumore, si consideri però la legge prevede un “limite differenziale” tra interno ed esterno delle abitazioni. Un evento rumoroso è considerato non accettabile solo se la differenza tra il “livello del rumore ambientale ed il livello sonoro residuo” è superiore a 5 dB (giorno) e 3 dB (notte).

Come si può intuire, le emissioni sonore da e verso un edificio rappresenta un elemento di fondamentale importanza. Noi cittadini e le autorità competenti, dobbiamo vigilare che il tutto si svolga nel rispetto delle norme e che la qualità della vita non sia compromessa dall’eccessivo inquinamento acustico.

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Published by
Claudio Riccardi

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