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Inquinamento del Mediterraneo, anche sabbia e mareggiate sono tra le cause

Siamo abituati a pensare che la presenza di inquinanti nell’aria sia esclusivamente conseguenza dell’azione dell’uomo. Ma non è così, gli stessi fenomeni naturali peggiorano le condizioni dell’ambiente. Per esempio, in Spagna, le ricerche dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), hanno portato averificare che su 42 casi di inquinamento segnalati, ben 18 sono da ascrivere a fenomeni “dell’etere”, come la sabbia del Sahara sollevata dal vento, gli incendi boschivi ed il sale disperso nell’aria dagli spruzzi conseguenze dello scontro tra le onde e e rocce costiere.

Inquinamento del Mediterraneo, anche sabbia e mareggiate sono tra le cause

Una tesi confermata, per quanto riguarda il territorio iberico, da un’organizzazione locale, l’Osservatorio della Sostenibilità. L’ente sostiene che la Spagna risulta esposta alle polveri provenienti dall’Africa, con conseguenze sempre più evidenti in termini di diversificazione. Colpa di un clima in continua evoluzione, concausa dell’aumento di inquinanti nell’aria in tutta l’area del Mediterraneo, dall’Italia alla Grecia, sino a Cipro.

Per combattere questa situazione, le istituzioni non possono far altro che contrastare più efficacemente l’inquinamento legato a cause umane. Soprattutto in un’ottica di tutela della salute. Prevenire è meglio che curare, in particolare se si guarda al fronte incendi, che le statistiche dicono avere per il 90% origini dolose.

Bisogna intervenire, e in fretta, come suggerisce anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità: se nel breve termine puo’ causare difficolta’ respiratorie, nel lungo termine l’esposizione all’inquinamento è causa di complicazioni polmonari e riduzione delle aspettative di vita. Gli ostacoli non sono pochi, tra gli altri l’assenza di criteri omogenei per misurare in ogni paese i fattori inquinanti antropici. Differenti metodologie risultano difficilmente valutabili in modo coerente.

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