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Intesa San Paolo vuole diventare la prima banca paperless: ecco come

Allo sportello senza carta per risparmiare migliaia di alberi: questo è il messaggio che decine di migliaia di clienti di Banca Intesa San Paolo stanno ricevendo nei rendiconti e nelle altre comunicazioni periodiche in questi giorni.

Intesa San Paolo vuole diventare la prima banca paperless: ecco come

Un modo per le banche di tingersi di verde è infatti quello degli sportelli paperless, a basso consumo di carta, che permettono la de-materializzazione dei documenti.  Significa che spariscono cedole, estratti conto, distinte, ricevute e altri documenti cartacei sostituiti dai tablet e la firma digitale che garantiscono l’affidabilità documentale ma senza spreco di carta, d’inchiostro,  di toner e di tutta la filiera che gira intorno alla produzione dei fogli A4. E  in questo modo si salvano alberi  e la natura sorride.

Una delle banche che più ha puntato sul paperless è appunto Intesa San Paolo, che ha investito cinque milioni di euro  per dotarsi di 13 mila tablet che permettono la firma digitale. E si dovrebbe assicurare, con questo sistema,  anche maggiore sicurezza grazie al fatto che la grafia del cliente viene riconosciuta dal software.

Il progetto  sarà a pieno regime da dicembre con l’uso massiccio dei tablet che sono stati sperimentati da marzo scorso in 13 filiali emiliane della Cassa di Risparmio di Bologna (l’estensione emiliana del gruppo) e ha riscosso il successo dei clienti.  Si aspettava un rodaggio lento invece quasi il 90% dei clienti ha aderito all’iniziativa e un po più del 80% delle operazioni si sono concluse con la firma digitale quindi senza carta e inchiostro. Materie prime risparmiate.
Il risparmio calcolato dalla Banca è in tre milioni di fogli A4 che corrispondono a circa 24 mila alberi. Salvati e non abbattuti.  Un piccolo boschetto, ma da qualcosa bisogna pur partire.

Ma, per fortuna, non si muove in senso ecologico solo Banca Intesa. Una sperimentazione è stata messa in atto in Toscana, nel Comune di Campiglia Marittima nella Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci. Inoltre il processo di dematerializzazione dei documenti procede anche nella Pubblica Amministrazione grazie alla Pec (posta elettronica certificata) e alla firma digitale. Anche se in questo settore c’è da sottolineare che sono ancora molti gli enti pubblici che richiedono, per esempio per i concorsi, la documentazione cartacea. Una perdita di tempo per il cittadino, più inquinamento (gli spostamenti  verso gli uffici postali) e più alberi abbattuti.

E invece proprio l’ultimo censimento in corso, con 5 milioni di questionari mandati dai cittadini Italiani in forma telematica all’ISTAT, dimostra che proprio questa è la strada da battere.
Certo, ci sono anche altri modi per le banche (e non solo per loro) per essere davvero green (vedasi per esempio cosa si è inventata una banca sud-coreana), ma è un’iniziativa, questa, che ci sentiamo di appoggiare in pieno.

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Un commento

  1. Era ora sono 5 anni che chiedo al Imi San Paolo di non ricevere più rendicontazione a casa disponendo di un conto on-linee . Speriamo che alle parole si accompagnino i fatti e non sia la solita trovata di marketing per accaparrarsi altri clienti.

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