Italia batte Francia e Gran Bretagna quanto a differenziata, ma non riusciamo a produrre meno rifiuti

di Luca Scialò del 2 febbraio 2017

Sono dati positivi quelli che l’Ispra relativi alla raccolta differenziata effettuata nel nostro Paese. Infatti, nel 2015 ha raggiunto il 47,5% con una crescita di + 2,3 punti rispetto al 2014. Quando si attestò al 45,2%.

Certo, siamo ancora ben al di sotto del 65% previsto dalla direttiva europea, ma comunque facciamo meglio su questo tema rispetto a Francia e Gran Bretagna, e anche della Spagna.

L’Ispra è convinto che nel 2016 sarà raggiunto oltre il 60% di raccolta differenziata. Ma lo sapremo solo tra un anno.

Entrando nello specifico, nel 2015:

  • 29,5 milioni di tonnellate: la quantità prodotta complessivamente in Italia, con una media di circa 487 kg pro/capite. Al risultato ha minimamente contribuito anche il leggero calo della popolazione residente, che ha comportato anche quello dei rifiuti prodotti dello 0,2% procapite, equivalente a 1 kg di rifiuti in meno a testa.
  • maggiore è il livello economico più la quantità di rifiuti: lo sivede dai dati in dettaglio. Ad esempio, in Emilia i rifiuti prodotti per abitante/anno è superiore ai 600 kg, in varie zone del Sud è invece sotto i 400. Anche Enna e l’Ogliastra hanno la più bassa produzione procapite di rifiuti, mentre nel Trevigiano tra il 2014 e il 2015 si è passati da 361 a 351 a testa.
  • 84%: la percentuale complessiva di differenziata, uno dei migliori risultati al mondo.

Scopri la nostra guida: Come fare la raccolta differenziata in casa dei rifiuti

  • media per regioni: 58,6% per il settentrione, 43,8% per il Centro e 33,6% per le regioni del Mezzogiorno. Quanto alle prime, ottimo è il risultato del Veneto, che nel 2015 ha differenziato il 68,8% dei rifiuti. Subito dopo il Trentino-Alto Adige con il 67,4%. Sul podio ci finisce il Friuli-Venezia Giulia, con il 62,9%.
  • rifiuti urbani: si registra un calo di produzione dei Ru, ma vanno bene Marche, Emilia-Romagna e Sardegna con il 55%.
  • le regioni: molto male Calabria e Sicilia, rispettivamente con 25 e 13 %. Penultima e ultima nella classifica regionale. Si distinguono però positivamente Campania al Sud con quasi il 50% della differenziata. Mentre al Nord negativamente la Liguria, poco al di sopra del 35%.

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  • le provincie: oltre a Treviso con l’84,1%, sul podio troviamo Mantova (79,9%) e Pordenone con  il 78,4%. Le province fanalino di coda per la raccolta differenziata sono tutte siciliane: Palermo (7,8%), Siracusa (7,9%), Messina (10,1%) ed Enna (10,8%).
  • cosa si ricicla: tra i rifiuti che ricicliamo di più in testa c’è la frazione organica (43%), che da sola ha superato i 6 milioni di tonnellate ed è aumentata del 6,1% rispetto al 2014. A livello nazionale ogni abitante ne raccoglie in media oltre 100 kg a testa. Segue molto distaccata carta e cartone (22,5% del totale), con una leggera contrazione rispetto al 2014 del – 0,1%. Chiude il podio il vetro con un riciclo di 1,7 milioni di tonnellate, + 3,3% rispetto al 2014. I rifiuti elettrici ed elettronici Raee sono 223mila tonnellate; dopo il calo del triennio 2010-2013, sono tornati a crescere (+2,1% nel biennio 2013- 14 e +4,3% nel 2015).

Ciò impone un certo ottimismo, nel non vedere più prima o poi ancora scene di vecchi televisori, stereo o altri rifiuti elettrici o elettronici buttati per strada, in terre abbandonate o vicino ai cassonetti. Gli enti locali si stanno attivando sempre più per incentivarne la raccolta.

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