Italia bocciata all’esame della mobilità sostenibile

di Jessica Ingrami del 17 Giugno 2012

A distanza di un anno dall’ultimo rapporto di Euromobility 2011 sulla mobilità sostenibile e alternativa, l’Italia si riconferma essere “tutto fumo e niente arrosto”.  Mentre il Centro Europa avanza a spron battuto verso una conversione “verde” del sistema dei trasporti, il nostro paese fa molta fatica a mantenere il passo e, soprattutto, gli impegni presi in materia.

Italia bocciata all’esame della mobilità sostenibile

Secondo il rapporto 2011, le classifica delle città italiane più sostenibili si trovano al Nord: Torino, Venezia, Milano, Brescia e Parma sono sicuramente quelle più attente alla qualità dell’aria ma non eccellono nel concreto sviluppo di piani e agevolazioni per i trasporti condivisi. Per quanto riguarda il car sharing, Torino mette a disposizione 113 veicoli, Milano ne possiede 86 e Venezia solo 47. Non va meglio nella capitale: Roma possiede 120 biciclette condivise e 105 veicoli per una popolazione di 2,7 milioni di abitanti.

Pensate siano sufficienti? A Bruxelles ci sono 227 auto e oltre 2.000 bici per i suoi 140.000 abitanti. La cittadina tedesca di Brema conta 167 auto per 547.000 abitanti. Barcellona e Londra possiedono oltre 6.000 biciclette con circa 400 stazioni. Per non parlare del record di Parigi, dove circolano oltre 20.000 bici con 1.800 stazioni per il bike sharing.

In un paese come il nostro in cui, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ci sono più di 8.000 morti all’anno solo per le polveri sottili, i drastici tagli al servizio pubblico vanno ad aggravare una situazione già critica. Il rapporto di Euromobility si concentra anche sull’analisi dell’aria che si respira nelle città italiane: la maggior parte ha abbondantemente sorpassato il numero degli sfori consentiti per i livelli delle PM10. La media annuale di polveri sottili più elevata è stata registrata a Torino con 50 microgrammi al metro cubo, superiore al limite consentito di 40; analoga situazione per Ancona e Napoli.

Questo ritardo nella pianificazione e nello sviluppo di strategie di trasporto volte al miglioramento della mobilità cittadina portano all’esasperazione gli stessi abitanti che, con oltre l’80% di preferenze secondo il rapporto di Euromobility, prenderebbero in considerazione l’utilizzo regolare del bike sharing, se l’amministrazione comunale mettesse a disposizione una flotta ben fornita di mezzi.

Meditate, gente, meditate…

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