Italia terza al mondo per consumo dell’acqua minerale

di Salvo del 29 Marzo 2012

Che gli italiani fossero un popolo di grandi consumatori di acque minerali lo si sapeva già da tempo, ma ora che la produzione di bottiglie di plastica è arrivata a 6 miliardi di pezzi all’anno occorre rivedere certe abitudini. I risultati delle indagini illustrate al World Water Forum di Marsiglia, infatti, parlano chiaro: con 196 litri consumata ogni anno, l’Italia si conferma il primo consumatore europeo di acque minerali e il terzo delmondo, dietro Arabia Saudita e Messico.

Italia terza al mondo per consumo dell’acqua minerale

Approfondimento: dopo il Forum Mondiale dell’Acqua a Marsiglia: facciamo il punto

L’alternativa? Incentivare la diffusione delle cosiddette ‘Case dell’acqua’ e stimolare il consumo dell’acqua del rubinetto che è buona, sicura, gratuita e a impatto ‘zero’ sull’ambiente. È questa la strada che molte aziende idriche pubbliche italiane stanno percorrendo con risultati  – in alcuni casi – veramente notevoli.

Nella sola provincia di Milano, ad esempio, le 81 case dell’acqua installate hanno permesso nel 2011 un risparmio di oltre32 milioni di bottiglie di plastica con enormi vantaggi per l’ambiente in termini di rifiuti (non) prodotti, consumodi petrolio, produzione di anidride carbonica e monossido di carbonio.

Le case dell’acqua rappresentano un modello di consumo idrico sostenibile concreto e riproducibile in qualsiasi realtà territoriale. Attualmente i punti di distribuzione attivi in Italia sono circa 263, con notevoli differenze traNord e Sud. Nella sola Lombardia gli impianti attivi sono 192, in Toscana 2, in Piemonte 41, 9 in Emilia Romagna, 4 nel Lazio, 3 in Veneto, Umbria e Friuli, 2 in Sardegna.

La mappa delle Case dell’acqua italiane è in continuo divenire, ma ancora troppo frammentaria e a macchia di leopardo.

Speriamo che comuni e regioni di tutto il paese si adoperino celermente per far sì che questo strumento non finisca col diventare la solita opportunità sciupata per la pigrizia di alcuni amministratori poco lungimiranti, i problemi infatti non mancano, come vi avevamo scritto in questo articolo: Le Case dell’Acqua restano a secco!

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