La casa a conto energetico zero è il progetto israeliano per Solar Decathlon 2013

di Diana Marchiori del 1 agosto 2013

Dal 2 agosto avrà luogo nella località cinese di DatongSolar Decathlon 2013“, la prima edizione in terra cinese di questa competizione di design che seguiamo da diversi anni: una competizione incentrata sul progetto di una casa che funzioni ad energia solare, sia efficiente e al contempo accattivante e moderna dal punto di vista estetico. Per la prima volta alla competizione parteciperà un gruppo di lavoro israeliano.

Infatti, grazie a un viaggio in Israele tramite Kinetis (organizzazione no-profit che promuove lo Stato d’Israele come fonte d’innovazione e creatività), è nata una collaborazione tra Micle Mihai Cristian, fondatore di Freshome, e Joseph Cory, architetto di Geotectura. Il gruppo di lavoro si avvale di esponenti  di quattro fra i più importanti college ed università del Paese: l’Università di Tel Aviv, lo Shenkar College di Ingegneria e Design, la Scuola di Neri Bloomfield di Educazione e Design e il College of Management Academic Studies.

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L’idea alla base del programma israeliano è quella di una struttura in grado di proporre standard elevati di progettazione architettonica ed energetica mantenendo basse le spese. Il  progetto si ispira prevalentemente ad un’antica casa mediterranea a quattro stanze, edificio i cui resti archeologici risalgono a c.a. 3500 anni fa, e si collega in questo modo alle tradizioni del luogo in cui è nato.

La pianta presentava una corte centrale su cui si affacciavano le stanze. Il patio era il punto focale della struttura, momento d’incontro fra spazio interno ed esterno, privato e pubblico. Il gruppo di lavoro ha posto una grande attenzione nella creazione di relazioni armoniose fra spazi interni ed esterni dell’abitazione, per consentire il loro massimo utilizzo.

Proprio grazie a struttura e forma della casa sono garantite una grande varietà di luce naturale e diverse soluzioni di illuminazione. L’uso dello spazio abitativo esterno è pensato per modificare i modelli di dipendenza energetica, si mostra difatti flessibile seguendo le esigenze di chi vi abita. Non è necessario, quindi, un’ulteriore fonte energetica per la climatizzazione, perché il progetto di costruzione  sfrutta la struttura stessa della casa e tiene conto di clima e micro clima locale.

Proprio le caratteristiche intrinseche dell’edificio permettono di mantenere l’ambiente caldo in inverno e fresco in estate. Muri, finestre e pavimenti sono studiati per immagazzinare e diffondere il calore generato dai pannelli solari. Collettori solari termici, pannelli fotovoltaici, lucernari e vegetazione sono stati completamente integrati nel design. Con la progettazione dell’edificio il team ha cercato di ottimizzare le caratteristiche a basso costo come l’orientamento solare e la ventilazione naturale.

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Per arrivare alla realizzazione di una casa a conto energetico zero il gruppo di lavoro ha impiegato vetrate fotovoltaiche ad alta trasparenza per la facciata ed il lucernario, integrando sistemi diversi di sfruttamento dell’energia solare. Un altro aspetto degno di nota del progetto è relativo alla riduzione dell’impatto ambientale dei materiali, per questo motivo sono stati adoperati: una struttura d’acciaio leggera, fibra di cemento al posto del cemento tradizionale per la pavimentazione, l’arredo esterno e parti degli interni e bambù con certificazione FSC (Forest Stewardship Council, ente per la gestione responsabile delle foreste). Inoltre i singoli elementi d’arredo possono essere facilmente rimossi e sostituiti, consentendo il riciclo dei materiali.

Dal 2002  le diverse edizioni di “Solar Decathlon” hanno coinvolto più di 90 gruppi di lavoro ed influenzato migliaia di professionisti, che si sono impegnati in progetti interdisciplinari su design ed efficienza energetica sfruttando l’energia del sole.

Alla prima edizione di Solar Decathlon 2013 parteciperanno, oltre al team israeliano, anche queste altre equipe, vinca il migliore!

  • Tsinghua University and Florida International University (Cina-U.S.A.)
  • Polytechnic Institute of New York University, Ghent University, and Worcester Polytechnic Institute (Belgi0-U.S.A.)
  • Abbaspour University of Technology (Iran)
  • Peking University and University of Illinois at Urbana-Champaign (Cina-U.S.A.)
  • Inner Mongolia University of Technology (Cina)
  • Alfred State College and Guilin University of Technology and Alfred University (Cina-U.S.A.)
  • London Metropolitan University and Guangzhou Academy of Fine Arts (Cina-Inghilterra)
  • Shandong Jianzhu University (Cina)
  • Shanghai Jiaotong University (Cina)
  • South China University of Technology and Huazhong University of Science and Technology (Cina)
  • Southeast University (Cina)
  • University of Wollongong (Australia)
  • Beijing Jiaotong University and Bern University of Applied Sciences (Cina-Svizzera)
  • New Jersey Institute of Technology and Harbin Institute of Technology (Cina-U.S.A.)
  • Chalmers University of Technology (Svezia)
  • Universiti Teknologi Malaysia (Malaysia)
  • Xiamen University (Cina)
  • Xi’an University of Architecture and Technology (Cina)
  • National University of Singapore (Singapore)

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