La casa dell’acqua dell’Università del Maryland vincitrice della Solar Decathlon 2011

di Ludovica Principato del 19 maggio 2012

Solar Decathlon sono le “olimpiadi” dell’architettura sostenibile. La manifestazione, nata negli USA nel 1999, e arrivata anche in Europa nel 2010, mette in competizione 20 team universitari provenienti da tutto il mondo che si cimentano nella costruzione di una casa alimentata da energia solare e dotata di tecnologie atte a massimizzarne la sua efficienza energetica.

La casa dell’acqua dell’Università del Maryland vincitrice della Solar Decathlon 2011

Nell’ultima edizione statunitense, del settembre 2011, ha trionfato l’Università del Maryland con il progetto battezzato WaterShed (letteralmente “bacino”) ma che potremmo definire una “casa dell’acqua”, ispirata all’eco-sistema della zona di Chesapeake, sulla costa orientale degli Stati Uniti tra il Maryland e la Virginia.

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Il progetto prevede, oltre allo sfruttamento dell’energia solare (argomento chiave della manifestazione Solar Decathlon), anche un’ottimizzazione del consumo di acqua, caratteristica che ha senza dubbio contribuito alla conquista del primo posto da parte degli studenti del Maryland.

La casa è stata pensata e costruita in modo da poter riciclare l’acqua grazie a soluzioni ingegnose come il tetto “a farfalla”, che convoglia l’acqua piovana direttamente nelle zone di raccolta, sistemate all’ingresso della WaterShed House, dove viene conservata e filtrata da batteri per innaffiare il giardino e l’orto e ri-convogliata in casa per esser ri-usata poi negli sciacquoni dei bagni e per altri usi non potabili.

Anche le acque grigie (che arrivano dalla doccia, dalla lavatrice e dalla lavapiatti) sono riutilizzate attraverso “recipienti” allineati tutt’attorno la casa. Inoltre, la casa presenta un giardino che può essere coltivato. Grande attenzione anche a piccole innovazioni tecniche come un “prodigioso” liquido disseccante che aiuta il controllo dell’umidità, per il quale gli studenti sono in attesa di un brevetto. Si tratta di una soluzione salina che scorre attraverso piccole palline, che permette di catturare l’umidità dell’aria e farla evaporare all’esterno.

Per partecipare il progetto doveva essere energeticamente autonomo grazie all’energia solare. Non possono così mancare i pannelli fotovoltaici sul tetto per alimentare tutto, dal sistema dell’aria condizionata a quello d’illuminazione, dalle pompe per l’acqua alla gestione dei rifiuti. Ma sono stati pensati anche dei pannelli solari termali sul retro dell’edificio per riscaldare l’acqua domestica.

La manifestazione Solar Decathlon si svolge su più giorni, nel corso dei quali i progetti dei vari gruppi vengono valutati sulla base di diverse categorie (architettura, ingegneria, comunicazione…) per cui possono ottenere un punteggio massimo di 100: la somma dei punteggi di tutte le categorie determina il risultato finale e, di conseguenza, il vincitore.

Il team del Maryland ha guidato la competizione dall’inizio alla fine, conquistando un alto punteggio nella sezione “architettura” (la categoria più rilevante della manifestazione).

E per settembre 2012 è in programma il concorso Solar Decathlon Europe. Per la seconda volta vi prenderà parte anche un gruppo di studenti italiani con il progetto Med in Italy, guidato da Chiara Tonelli, designer del programma TV “Cortesie per gli ospiti” e docente di Architettura all’ateneo di Roma Tre.

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