La nuova legge UE sul benessere degli animali: deludente e scopriamo perché

di Elle del 14 Marzo 2012

Nata per colmare le lacune legislative e la mancata attuazione normativa in alcuni Paesi, la nuova ‘Strategia UE sul benessere degli animali’ annunciata dalla Commissione UE ha deluso le aspettative del popolo degli animalisti.

La nuova legge UE sul benessere degli animali: deludente e scopriamo perché

Il documento, che avrebbe dovuto fissare i riferimenti fondamentali per sancire sulla carta i diritti degli animali, si è limitato a salvaguardare solo alcuni capi d’allevamento senza far alcuna menzione di animali da compagnia ormai parte integrante di molte famiglie in Europa, come cani e gatti, la cui tutela è affidata alle diverse sensibilità di ogni Stato.

Sfuggono in tal modo situazioni molto critiche rispetto al benessere dei pets’: ad esempio, non si cita affatto lo scandalo tutto europeo delle perreras spagnole dove i cani randagi accalappiati sono destinati ad un count-down di 10 giorni prima della loro condanna a morte per eutanasia se non si interviene con un’adozione salvifica nel frattempo; nessun riferimento neppure alla recente legge ammazza-randagi della Romania, dichiarata incostituzionale dall’Alta Corte di Bucarest.

Anche i cosiddetti animali d’allevamento vengono tutelati solo in parte: le vacche da latte ed i conigli, ancora vittime di forme di sfruttamento intensivo, infatti, non trovano spazio all’interno di questo documento.

In realtà gli obiettivi perseguiti da tale strategia sembrano operare più su un piano economico-finanziario (con un particolare riguardo al rafforzamento dei finanziamenti agli allevatori) che etico.

Insomma, a quanto pare si tratta di un’ulteriore occasione persa per dare finalmente sostanza alla massima di Gandhi: ‘la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali’.

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