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La pioggia nel deserto non è più un miraggio

Il deserto per definizione è un luogo arido e soggetto alla siccità ma il ricchissimo sceicco degli Emirati Arabi Uniti Khalifa-bin-Zayed al Nayhan avrebbe deciso di risolvere il problema finanziando un progetto che permetta di mutarne il clima a piacimento.

La pioggia nel deserto non è più un miraggio

Il Sunday Times dichiara che gli scienziati della società svizzera Meteo System, coordinati dal Max Planck Institut für Meteorologie di Amburgo, nel 2010 sono riusciti a creare 52 acquazzoni nella regione orientale di Al Ain nel periodo più caldo dell’anno, fra luglio ed agosto.

Il fenomeno è stato reso possibile grazie all’utilizzo di enormi ionizzatori capaci di generare particelle negative che risalirebbero nell’atmosfera grazie alla spinta dell’aria calda. Una volta raggiunto il tasso di umidità pari al 30%, l’aria si condenserebbe e si avrebbe la pioggia.
Non è la prima volta che giungono notizie simili e spesso si è trattato di vere e proprie bufale.

I paesi occidentali hanno abbandonato progetti simili dalla fine degli anni ’70, consapevoli del rischio di creare situazioni irreparabili. Finora difatti non vi sono dati certi sulla reale efficacia degli strumenti utilizzati, nè sono stati messi a punto degli studi che valutino statisticamente rischi e benefici.

Come sempre, dietro questo forte desiderio di onnipotenza c’è l’avidità dell’uomo. Portare acqua in queste zone desertiche garantirebbe un boom turistico ed industriale non da poco.

Ma fino a che punto arriva l’ambizione dell’uomo se si spinge fino a deturpare irreparabilmente il nostro pianeta?

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Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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