La raccolta differenziata in Italia: a che punto siamo?

di Marta del 30 Novembre 2010

I dati sulla raccolta differenziata, forniti dal “Rapporto sui rifiuti” di Legambiente, presentano un’Italia divisa in due parti: il Nord tradizionalmente più eco-friendly continua la sua cavalcata verso la riduzione dei rifiuti, mentre il Sud fa fatica a decollare, nonostante ci siano delle eccezioni, come Salerno ad esempio, che superando la crisi rifiuti in Campania spicca per il suo 60,3%, dato che la colloca al terzo posto dei Comuni virtuosi premiati dall’associazione ambientalista nel 2010.

La raccolta differenziata in Italia: a che punto siamo?

Migliora, invece, la posizione di Milano. Secondo il “Rapporto sulla sostenibilità ambientale delle principali città italiane”, realizzato da Siemens Italia, il capoluogo lombardo è arrivato ad una percentuale di RD del 36%, rispetto al 29% della media nazionale, con una quantità di rifiuti portati in discarica pari a zero. Ottimo risultato se confrontato con studi precedenti che la inserivano fra le città più inquinate d’Europa. Per verde pubblico e energie rinnovabili spicca, invece, Roma.

Il Rapporto sui rifiuti premia soprattutto il Nord-Est: il Veneto ha raggiunto il 67,1% di differenziata, con un incremento del 3,1% rispetto al 2009, e il Friuli Venezia Giulia ha il 34,2% di raccolta, ben 12,3% in più rispetto lo scorso anno. Il Nord in generale tocca una media di raccolta dell’87,30%, il Sud del 10,08% e il Centro di un misero 2,62%.

In realtà quali l’Umbria e le Marche la raccolta differenziata sembra un problema lontano mille miglia.

La situazione dovrà necessariamente migliorare per scongiurare all’Italia altre multe e deferimenti da parte dell’Unione Europea. Scelte che non potranno più essere rimandate, giacché l’ultima direttiva comunitaria in merito ha innalzato la soglia di percentuale fino al 65% entro il 2012.

La raccolta differenziata incide sul clima, in modo chiaro e netto: è quanto affermano, in maniera unanime, scienziati ed ecologisti. Basti pensare che grazie al contributo degli 11.763.274 cittadini dei comuni ricicloni si sono risparmiate 2.330.467 tonnellate di CO2. Un dato importante se paragonato alle immissioni di qualche anno fa, ma che va sviluppato ancora di più. Non solo se si vogliono raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, ma soprattutto per creare una coscienza ragionevolmente ecosostenibile che consenta, prima o poi, di ridurre il più possibile i rifiuti prodotti dall’uomo.

Premesso che ogni azione umana comporta inquinamento perché, dati alla mano, non scegliere di inquinare di meno?

Vai alla nostra guida su: Come fare correttamente la raccolta differenziata

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment