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La Terra è Donna e l’inquinamento è Uomo: perché la green economy è in realtà rosa

La Terra è Donna e l’Inquinamento è Uomo. Una antinomia che rischia di portare il nostro pianeta al collasso, ma che al tempo stesso offre una interessante chiave di lettura delle prospettive di sopravvivenza del genere umano e che spiega perché sotto il verde di Green Economy batta un cuore rosa.

La Terra è Donna e l’inquinamento è Uomo: perché la green economy è in realtà rosa

Per capirlo davvero dobbiamo partire dalla mitologia greca, dove Gea (o Gaia, poi Tellure presso i Romani) è la “Madre Terra” (così come, significativamente, in quasi ogni lingua del mondo “terra” è un sostantivo di genere femminile) ed arrivare ai giorni nostri, in cui studi scientifici documentano come siano i maschi i veri nemici dell’ambiente: per le loro abitudini alimentari, la minore parsimonia, la fatale attrazione verso le auto sportive più inquinanti ed in generale il loro comportamento più aggressivo e distruttivo, come si può vedere in molteplici frangenti del quotidiano (basti vedere lo stile di guida).

Quanta differenza con le donne, naturalmente portate ad una maggiore empatia e ad un modus vivendi più soft e rispettoso della vita: non a caso sono le donne le vere protagoniste di uno dei libri green di culto, Il banchiere dei poveri, del banchiere bengalese Nobel per la Pace 2006 Muhammad Yunus. Più affidabili, più generose e più responsabili, sono loro le vere protagoniste della piccola-grande rivoluzione del microcredito, che ha ridato speranza e dignità a milioni di persone.

Uno studio che ha voluto misurare il gap a livello di sostenibilità ambientale tra uomini e donne è stato di recente effettuato in Svezia da due ricercatrici, Riitta Raty e Annika Carlsson-Kanyama. Lo studio, pubblicato di recente su Energy Policy, ha dimostrato come i consumi maschili (soprattutto quelli di uomini single) siano inequivocabilmente maggiori rispetto a quelli femminili. Abitudini alimentari, di guida, di viaggio, di spesa e comportamentali, non c’è nulla che veda i maschi emettere meno emissioni. I veri nemici dell’equilibrio ecologico in tutti i paesi Europei, partendo dal Mediterraneo e arrivando alla Scandinavia.

Lo studio delle due ricercatrici svedesi, inoltre, mostra come questa forbice di “capacità inquinante” dei maschi rispetto alle femmine si allarghi tanto più ci si sposti a sud: se la differenza nel tasso di inquinamento tra i sessi è solo del 6% in Norvegia, in Grecia arriviamo al 39%.

Uno studio interessante perché fornisce alcune indicazioni utili per l’immediato (ad esempio come vadano indirizzate le campagne di informazione e comunicazione al distinti target maschili e femminili, ognuno con caratteristiche particolari ed un diverso approccio al tema della sostenibilità) e ci dice come inevitabilmente il futuro del nostro pianeta sia Donna.

Lo crediamo anche noi di Tuttogreen: il nostro sito è verde,  la nostra anima è rosa per ora, ma ci piacerebbe che i maschietti – che adesso sono in minoranza – ci seguissero sempre di più e in modo attivo anche sul Forum Tuttogreen: vorrebbe dire che saremo riuscite a sensibilizzare l’opinione pubblica intera sui temi della sostenibilità ambientale e della Green Economy in generale, che è il nostro primo obiettivo.

Rossella

Fondatrice e responsabile editoriale, è da sempre interessata al tema della sostenibilità ed in particolare ai temi di casa e giardino. Dopo la nascita la maternità ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Ha quindi deciso di trasformare tuttogreen.it in un impegno più serio e dopo poco, presa dall’entusiasmo ho creato anche il fratellino francese, www.toutvert.fr e un magazine di stile e design internazionale, non solo eco-sostenbile: designandmore.it

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