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La vita di un capriolo vale 1 euro alla lotteria…

Inquietante modo di raccogliere fondi ideato in Trentino. La riserva comunale di caccia Ronzo-Chienis, in occasione delle tre giornate dedicate alla mostra dei trofei in programma dal 23 al 25 marzo per sostenere la riserva e in parte per beneficenza, ha pensato di farlo con una lotteria dove in palio c’è anche l’abbattimento di un capriolo. Il biglietto costa un euro.

La vita di un capriolo vale 1 euro alla lotteria…

Tuonano gli ambientalisti, vegetariani e vegani. «Vogliono rendere normale un’ atrocità come la caccia. E come pretesto considerano un animale del bosco un oggetto come un altro», commenta Giusy Ferrari di Animalmente.

Le fa eco su Facebook Anna Pilati del movimento “No alla caccia”: «Ormai l’ animale è parificato ad un oggetto qualsiasi, come una bici o una tv». La notizia ha suscitato indignazione tra i lettori che si sfogano con frasi del tipo «io metterei in palio un cacciatore da dare in pasto agli orsi».

Ma non tutto il fronte ambientalista è così radicale: «Caprioli, cervi, camosci fanno parte dei piani di abbattimento stabiliti per legge – getta acqua sul fuoco Luigi Casanova, trentino, portavoce dell’ associazione ambientalista Mountain Wilderness – che vengano abbattuti da una persona o da un’ altra poco importa».

«Anche se – aggiunge – il capriolo in Trentino è una specie in grande sofferenza. Fino a dieci anni fa ce n’erano 30 mila, ora 9-10 mila. È vero che il capriolo è entrato in competizione con il cervo, che è in grande espansione e che disturba il suo areale, ma si è esagerato con gli abbattimenti».

Di par loro, gli organizzatori della lotteria si meravigliano di tanto clamore: «È una cosa che succede anche in altre riserve – si difende il rettore di Ronzo Chienis, Ezio Cappelletti -. È una prassi assai diffusa, anche in Austria. Non è la prima volta che succede. Tutte le riserve hanno un determinato numeri di capi da abbattere, stabilito dal Corpo forestale provinciale. Di questi capi noi ne mettiamo uno in lotteria. È una cosa normale».

E’ vero che in generale la fauna selvatica delle Alpi è in buona salute e che l’ eccessiva presenza di ungulati potrebbe creare anche problemi, mancando di fatto i predatori per un normale equilibrio ma a nostro avviso farne una lotteria è davvero di pessimo gusto.

Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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