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Le incredibili foto dopo la fuga tossica in Ungheria due anni dopo

Molti di voi ricorderanno la fuga di sostanze tossiche che procurò gravissimi danni in Ungheria nell’ottobre di due anni fa. Il fotografo Palindromo Mészàros ha raccontato tramite una serie di foto una situazione agghiacciante. Le sue impressionanti fotografie documentano gli effetti drammatici della fuoriuscita tossica ungherese da una fabbrica di alluminio. Sono scatti scioccanti, quasi irreali, tanto da sembrare frutto di un ritocco al computer. Lascia senza parole soprattutto l’attuale stato della foresta colpita dai sedimenti di alluminio, che hanno lasciato i loro strascichi.

Le incredibili foto dopo la fuga tossica in Ungheria due anni dopo

SPECIALE: tutte le foto del paesaggio devastato a due anni dalla fuga tossica

Oltre ad uccidere il sottobosco, i fusti degli alberi permangono macchiati di rosso. L’incidente avvenuto due anni fa in una raffineria ungherese a Ajkai Timfoeldgyàr rilasciò nell’ambiente circostante una enorme quantità di sedimenti fangosi di alluminio caustico, che si propagò per un’area di 40 km quadrati, causando anche la morte di nove persone.

In alcuni luoghi la fanghiglia superò i due metri, determinando così il colore rossastro dei fusti degli alberi, dovuto alla presenza di ossido di ferro fra i componenti del fango. La fuga tossica fu molto pericolosa perché minacciò di estendersi oltre il Danubio con livelli altamente preoccupanti di tossicità. L’onda di fanghiglia rossa sommerse strade, case e campi, inquinando il sistema idrico della zona . Raggiunse persino livelli di alcalinità più pericolosi di quelli prospettati dagli esperti e per questo motivo avvelenò completamente il fiume Marcal. Livelli di alcalinità troppo elevati possono essere caustici e se se ingeriti possono danneggiare polmoni e sistema digestivo. Il portavoce di allora per Greenpeace in Ungheria Marton Van poté affermare che la gravità dalla catastrofe fu maggiore in considerazione che era la prima esperienza di una situazione di emergenza di questo tipo.

Il fango tossico conteneva oltre all’ ossido di ferro, ossido di silicio e ossido di alluminio entrambi nella misura del 10 -15%, e in misura minore ossido di calcio, ossido di titanio e ossido di sodio.

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Numerose persone dovettero così ricevere cure specialistiche  per escoriazioni ed irritazioni cutanee. Il problema è che la fanghiglia una volta essiccata continua ad essere nociva rilasciando veleni nell’aria e ancora oggi sfortunatamente i residui di metalli pesanti continuano a minacciare la vita umana, animale e vegetale.

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