L’eco-casa semisotterranea: un nuovo modo di costruire in Australia

di Claudia Raganà del 7 novembre 2015

A vederle dall’alto possono ricordare una muraglia cinese in miniatura, o forse le tane di hobbit e folletti.

In realtà, le abitazioni ideate dallo studio Luigi Rosselli, immerse nell’outback del Western Australia, si rifanno ad un‘antica tecnica di costruzione, realizzata con argilla battuta, e sfruttano le proprietà del terreno per garantire la sostenibilità sia delle case, che degli ambienti interni.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta:

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Pensati per ospitare i lavoratori stagionali impiegati nell’adunata delle mandrie dell’outback, questa Grande Muraglia del Western Australia conta 12 alloggi, con i tetti creati dalla terra del deserto, che garantisce all’interno delle case una temperatura accettabile, in contrasto alla calura tropicale.

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Sfruttare il suolo del luogo, argilla rossa ricca di ferro, consente di mettere in atto un naturale processo di climatizzazione interna, garantendo un risparmio in termini di energia.

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La luce all’interno delle abitazioni, invece, è assicurata dalla presenza di ampie terrazze, che consentono di godere a pieno del bollente sole australiano.

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Questo modello architettonico di costruzione, rivisitando gli antichi sistemi di edificazione in terra battuta, rompe lo schema costruttivo utilizzato per la maggiore in queste calde e remote zone desertiche, dove anziché sfruttare le risorse della natura e le proprietà del suolo, si predilige da sempre utilizzare metallo ondulato, rovente sotto i fortissimi raggi solari.

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La Grande Muraglia Australiana si è aggiudicata il primato di costruzione più lunga del paese.GWA

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