Let’s party… ma che sia uno “swap party”

di Alessia del 4 luglio 2012

Il baratto è la forma di compravendita più antica del mondo, nata con la comparsa stessa del genere umano. Un tempo le piccole comunità sopravvivevano mettendo insieme i loro prodotti, il contadino offriva i prodotti della terra e in cambio riceveva dal pastore latte e formaggi. In questo modo ciascuno riusciva a garantirsi la disponibilità dei beni di prima necessità. Con l’arrivo del denaro il commercio cambiò radicalmente aspetto e questo creò anche un importante divario a livello sociale fra poveri e ricchi.

Let’s party… ma che sia uno “swap party”

Il fenomeno a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, ovvero la diffusione del baratto, è sintomo di una maggiore attenzione al valore del risparmio e alla diminuzione dello spreco e dei rifiuti, in un’ottica di riciclo.

Così sono arrivati anche gli inglesi e così si è diffusa la moda dello swap party. che altri non è che il classico scambio dell’usato ma tra amici. Nasce dal termine swap, che in inglese vuol dire baratto, scambio. La pratica dello swap party è nata a Manhattan e subito si è diffusa nel resto del mondo, perchè ritenuta molto modaiola, tanto che anche in Italia ha già trovato largo consenso tra le fashion addicted.

Ma come è avvenuto il grande ritorno del baratto? L’idea fu di un giovane disoccupato canadese, Kyle MacDonald, che nel 2005 iniziò quasi per gioco a barattare oggetti sul più famoso sito di annunci d’america, craislist.org. Nel giro di pochi anni riuscì ad accumulare tanti di quegli scambi da richiamare l’attenzione dei media. La sua notorietà negli USA è tale che il comune della sua città, in cambio di una sua comparsa in un film, gli promise un appartamento gratis per un anno.

Gli swap party sono incontri organizzati in cui le persone scambiano capi di abbigliamento o oggetti senza ricorrere alla pratica della compravendita. Il denaro è completamente bandito da questa sorta di mercatino, il tutto avviene a costo zero. Ci si mette d’accordo per fare una festa, e oltre a bibite e patatite, si portano quei vestiti, accessori, scarpe e bijoux che certamente ogni donna ha in sovrabbondanza nell’armadio e non usa più!

VAI A: Swap-o-matic ovvero la macchina per barattare le cose

Oltre al notevole risparmio, questa pratica favorisce anche il riciclo e la limitazione degli sprechi, rimettendo in circolazione oggetti che altrimenti sarebbero finiti accantonati in un armadio, in una cantina o peggio ancora buttati via nell’immondizia.

Anche alcune grandi boutique ed aziende “furbette” si sono allineate a questa nuova moda e periodicamente organizzano eventi di questo tipo per sbarazzarsi di avanzi di magazzino che neppure i saldi erano riusciti a spazzare via. In alcune grandi città come Roma e Milano sono nati negozi che si occupano proprio di baratto.

Tuttavia gli swap party più riusciti sono quelli organizzati da noi “comuni mortali”. Non bisogna essere esperti del mestiere, basta avere una buona cerchia di amici e conoscenti e fissare delle regole ben precise per tutti coloro che decideranno di partecipare.

Innanzitutto un buon periodo per organizzare gli incontri è a ridosso del cambio di stagione, così da facilitare l’operazione di “svuotamento” dei nostri armadi. Il passaparola può avvenire tramite il web, si possono organizzare eventi sui vari social network o creare delle mailing list. Se disponete di un’abitazione spaziosa, o anche di un giardino, potete gestire l’evento a casa vostra, altrimenti provate a cercare sale o spazi della vostra città.

Un’idea potrebbe essere anche quella di invitare ognuno a portare un piccolo stuzzichino, cogliendo l’occasione per trasformare il baratto in un momento ludico e festoso, senza perdere di vista l’obiettivo fondamentale: riciclare, reinventare e riutilizzare!

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Dododa luglio 10, 2012 alle 9:59 pm

Il baratto è la pratica che vorremmo far tornare in auge con Dododa.com, e non solo come scambio divertente e come forma di socializzazione, ma come pratica quotidiana, supportata da un social network in grado di visualizzare sulla mappa tutti gli oggetti disponibili allo scambio che stanno intorno a noi, e che ci permette di allestire una vetrina personale in cui mettere in mostra agli altri utenti i nostri “dodos”. Un “dodo” è tutto ciò che io posso mettere sul banco virtuale di Dododa, che sia un oggetto o che sia un servizio che io posso prestare in cambio di qualcosa.
Se la cosa vi stuzzica iscrivetevi alla pagina di Facebook http://www.facebook.com/DoDoDaCom:
presto ci vedremo online su Dododa.com!!!

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