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Nuovo zoo di San Pietroburgo: sempre più dubbi…..

San Pietroburgo, capitale morale della Russia e città ricca di Storia e arte, sembra voler creare una nuova vita e modello per i giardini zoologici, visti per decenni come luoghi simbolo dell’imprigionamento e dello sfruttamento degli animali.  Molti Zoo sono oggi chiusi anche in Italia ma  recentemente si parla di farli rivivere come bioparchi come quello di Valencia in Spagna, con pareri anche a favore di personalità come Giorgio Celli, tutto tranne che un non animalista.

Nuovo zoo di San Pietroburgo: sempre più dubbi…..

Il nuovo zoo di San Pietroburgo sorgerà fuori dalla città, in aperta campagna, sostituendo l’attuale, ormai percepito come obsoleto, reminescenza dei serragli voluti dai monarchi assoluti dei secoli passati. Con il nome evocativo di Pangea, quello del primo ammasso di terre emerse prima della deriva dei continenti, il nuovo zoo sarà un complesso in cui saranno ricostruite le terre ferme dell’epoca, con i vari ambienti ricostruiti tenendo conto dell’interazione tra animali e visitatori.

Si parla di un ristorante all’interno di una foresta pluviale con i lemuri, di un ambiente artico che si attraverserà tra l’area dell’antica Europa e quella dell’antica America, di savane primordiali: ma i tecnici per ora non spiegano come risolveranno i problemi di adattamento al clima di specie nate molto lontano da San Pietroburgo, città con clima continentale, estati afose e inverni gelidi.

Sarà tutto un’enorme serra, affascinante come realizzazione ma in definitiva innaturale?

Già a Londra si è tentato un esperimento di zoo meno serraglio, con spazi ampi per i singoli animali, ma sempre  comunque spazi chiusi. Questa è un’evoluzione successiva, ma la cattività dell’animale ci sarà comunque, anche se meno percepita dai visitatori ma dai diretti interessati?

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