L’occhio bionico ad energia solare è quasi realtà a Stanford

di Sara Tagliente del 7 giugno 2012

I ricercatori della Stanford University hanno messo a punto degli occhiali in grado di mandare informazioni direttamente alla retina degli occhio, il cui funzionamento è per molti versi analogo alle celle solari. Una rivoluzione per un handicap grave quale quello della cecità. In realtà, il brevetto è frutto di tanti anni di lavoro e collaborazione tra diversi dipartimenti dell’Università. Ma come funzionerà l’occhio bionico?

L’occhio bionico ad energia solare è quasi realtà a Stanford

Il meccanismo inizia dagli occhiali, nei quali è impiantata una telecamera. Essa invia le immagini a un pc portatile non più grande di uno smartphone che le rielabora e le spedisce con degli input a laser infrarossi su minuscoli chip fotovoltaici che si impiantano sotto la retina. Da qui la luce viene convertita in impulsi elettrici e le informazioni vengono mandate al cervello. Risultato (in teoria): si comincia a vedere.

Le difficoltà incontrate dai ricercatori sono state tante. La più evidente è stata quella delle produzione di informazioni visive alla stessa velocità dell’occhio. Inoltre si temeva che l’uso degli infrarossi potesse danneggiare comunque gli occhi.

Tuttavia, il test dell’occhio bionico è stato eseguito solo sugli animali, per adesso, dando ottimi risultati. Il grande vantaggio di questo brevetto è la mini- invasività di questa tecnologia, già tentata in passato ma richiedente un enorme sforzo di macchinari e cablaggio. A breve, forse, la cecità potrebbe essere sconfitta proprio grazie ai chip fotovoltaici. Incredibile, vero?

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