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Lush contro lo sfruttamento delle spiagge deturpate dal petrolio

La catena di negozi Lush, specializzata nella produzione di cosmetici naturali, si è fatta promotrice di una campagna di sensibilizzazione contro lo sfuttamento delle tar sands, le sabbie bituminose. Quest’ultime, presenti nella regione dell’Alberta, in Canada, sono state prese di mira dalle compagnie petrolifere poichè da esse è possibile estrarre l'”oro nero”. I processi di lavorazione sono però altamente devastanti: prima di tutto vengono rasi al suolo ettari di foreste in modo da consentire gli scavi necessari per raggiungere le sabbie.

Lush contro lo sfruttamento delle spiagge deturpate dal petrolio

Tutte le operazioni comportano un enorme dispendio di energia e gas, poichè la tecnica eseguita è quella dell’estrazione gravimetrica a vapore: si porta l’acqua ad altissime temperature sfruttando enormi quantità di gas naturale. L’acqua viene mescolata con la terra in modo da separare il petrolio dalla sabbia, per poi raffinarlo. L’emissione di CO2 sarebbe 4 volte superiore ai processi di estrazione tradizionale, secondo quanto dichiarato da Greenpeace, senza considerare le pesanti ricadute sulla vegetazione, il clima, gli animali e le popolazioni indigene del luogo.

Dipendenti di Lush inscenano la loro singolare protesta

Il 18 giugno tutti i negozi della Lush hanno esposto in senso di protesta una donna ricoperta da un liquido nero, rappresentante simbolicamente il petrolio. In più sono stati messi a disposizione stand informativi con opuscoli e cartoline di sensibilizzazione che verranno spedite al Parlamento Europeo.

Ma l’impegno non finisce qui: è stato presentato sul mercato un gel doccia in edizione limitata, denominato “Oro nero”, il cui ricavato verrà devoluto all’organizzazione ambientalista no-profit IEN-Indigenous Environmental Network.

Nel frattempo siamo in attesa della presa di posizione del Parlamento Europeo, con la speranza che emani una direttiva in cui si vieti l’importazione di petrolio ottenuto dalle tar sands.

Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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