Migliaia di cinghiali radioattivi a Fukushima

di Luca Scialò del 27 marzo 2017

Sono passati sei anni dal disastro nucleare di Fukushima e il Giappone è costretto ancora a farci i conti. E chissà ancora per quanto.

Tante città e piccoli villaggi sono stati evacuati perché le aree sono contaminate, ma non è andata così per tutti gli animali che vivono in quelle zone. Particolarmente evidente è la situazione dei cinghiali, che possiedono livelli di cesio-137 ben 300 volte superiore a quello considerato sicuro.

I cinghiali radioattivi sono un grosso pericolo, in quanto sono molto aggressivi per l’uomo. Oltre che costituire un danno per le colture.

Infatti, ad oggi si stima che abbiano già causato più di 780.000 euro di danni agricoli. Al punto che le autorità nipponiche hanno assunto squadre di cacciatori per sparare ai cinghiali con fucili ad aria compressa, o per intrappolarli in gabbie con farina di riso come esca. Magari radioattiva pure quella….

I cinghiali radioattivi rappresentano la principale causa, oltre alla contaminazione di acqua e terra, del mancato ritorno in diversi villaggi e città da parte della popolazione evacuata. Negozi e case abbandonati con le dispense e i magazzini pie i di cibo radioattivo, senza nessuno che li cacciasse via dal banchetto, sono stati una manna!

Clamoroso è il caso della città di Namie, dove la metà dei 21.500 ex-residenti ha deciso di non ritornare, annoverando proprio tra le cause principali i cinghiali. I quali, ovviamente, sono solo vittime indifese del disastro nucleare.

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In questi anni, comunque, il Paese del Sol Levante si è reso protagonista di un maggiore investimento verso le energie rinnovabili. Sebbene l’energia proveniente dall’energia nucleare rappresenti ancora la fonte principale per il paese nipponico. Il quale però è ad alto rischio, sia per la sua formazione geomorfologica (lunga e stretta, che rende ogni incidente a rischio e ad ampio raggio di coinvolgimento) sia per il fatto di essere soggetto a sismi.

Fu proprio un sisma, e il conseguente tsunami, a provocare l’incidente dell’11 marzo 2011. Avvenne al largo della costa della regione di Tōhoku, nel Giappone settentrionale, alle ore 14:46 locali alla profondità di 30 km. Di magnitudo 9,0 è a tutt’oggi il più potente mai misurato in Giappone, e addirittura il quarto a livello mondiale.

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