La passione per il lontano Oriente passa anche attraverso la cucina e la curiosità verso sapori e pietanze spesso distanti dalle nostre tradizioni gastronomiche, scopriamo insieme il mirin, questo tipico vino di riso giapponese.
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Ingrediente essenziale della cucina giapponese, il mirin è un vino di riso spesso utilizzato come condimento per la preparazione di molti piatti.
Molto simile per l’aspetto al nostro comune vino bianco, esso presenta un colore giallo paglierino molto chiaro, quasi trasparente con riflessi dorati.
Il suo sapore è dolce e delicato, a differenza del ben più noto sakè giapponese.
Si distinguono tre diversi tipologie, in base alla differente gradazione alcolica:
Si tratta di un vino ottenuto dal mochigome, particolare riso dolce o glutinoso.
Per la preparazione di questa bevanda il riso viene lasciato cucinare a lungo a vapore fino ad ottenere un impasto colloso a cui viene poi aggiunto un particolare lievito giapponese, il koji, lasciandolo a fermentare per 2-3 mesi.
Il composto così ricavato viene successivamente spremuto e filtrato, per poi finalmente essere messo in commercio.
A seconda del tipo di mirin che si intende ottenere, lo si può lasciare a maturare anche per 5-10 anni così da aumentare la gradazione alcolica.
Il gusto dolce e delicato di questo vino di riso lo rende ideale per accompagnare molti piatti della cucina giapponese di cui è ingrediente nascosto, soprattutto abbinato alla salsa di soia.
Spesso è presente in preparazioni a base di noodles e per marinare carne e pesce.
Difficilmente reperibile in Italia, si può acquistare solo in appositi negozi specializzati in articoli gastronomici della tradizione asiatica.
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