Nevada: Solar Salt, la prima centrale solare che è anche termica negli Stati Uniti

di Luca Scialò del 28 Ottobre 2011

Il Dipartimento americano per l’energia ha da poco investito 737 milioni di dollari nel progetto Crescent Dunes Solar Energy in Nevada, che genererà energia fino a notte inoltrata utilizzando sali fusi come mezzo di immagazzinamento dell’energia.

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Per fare ciò, occorreranno quasi 20.000 eliostati su una torre solare piena di sale, con il riscaldamento del materiale che arriverà fino a 1.050 gradi Fahrenheit. Una volta riscaldatosi, il sale manterrà la sua energia termica per lungo tempo, e può essere altresì mescolato con acqua per produrre vapore a richiesta. Quest’ultima, può essere usata per guidare le turbine per produrre elettricità.

Questo nuovo impianto in Nevada sarà gestito dagli scienziati della Pratt and Whitney company. Aziende come la Solar reserve hanno sostenuto l’uso di sali fusi in progetti di solare termico, perché a differenza dell’acqua, trattiene il calore per un tempo molto più lungo. In questo caso, si spera che l’impianto continuerà a produrre energia per 12 ore dopo che il sole è tramontato.

A sostenere il progetto vi è anche il parere scientifico del National Solar Thermal Test Facility, il quale ha condotto diversi studi e ha confermato che il sale fuso è il materiale più efficiente quando si tratta di immagazzinare il calore solare.

Nel rapporto si afferma che il sale fuso ha numerosissimi vantaggi: è resistente alla pressione dell’ambiente, fornisce un efficiente mezzo a basso costo per immagazzinare l’energia termica, le sue temperature sono compatibili con l’alta temperatura del turbine a vapore, non è infiammabile e non è tossico. Un altro vantaggio del sale è che è ampiamente disponibile come risorsa naturale, quindi i costi sono molto più economici.

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enrico pronzato febbraio 22, 2012 @ 2:34 pm

Grazie agli Ingegneri italiani che hanno realizzato la tecnologia dei “sali fusi”!

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