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Non siamo solo PIL. Arriva il BES ISTAT.

Non solo numero di telefonini, televisioni, lavatrici, intermediazioni finanziarie e tutto quello che fa ricchezza materiale, ma anche relazioni interpersonali e ambiente. E’ la rivoluzione della misurazione della nostra Istat che seguendo l’esempio della Francia (con la Commissione Stiglitz) non vuole affidarsi solamente al PIL (prodotto interno lordo) per misurare il benessere dei cittadini. Il nuovo progetto parte nel 2011  e vedrà anche la partecipazione di esperti, associazioni e cittadini. Tutti coinvolti (anche on line)  per individuare gli indicatori che formeranno il BES, che sta per indicatore di Benessere Equo e Sostenibile.

Non siamo solo PIL. Arriva il BES ISTAT.

Con il BES, l’Italia segue l’esempio non solo della Francia (dove il governo ha coinvolto oltre a Joseph Stiglitz anche Amartya Sen e Jean-Paul Fitoussi), ma altri sette paesi (Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Irlanda, Messico, Svizzera, Olanda) impegnati a misurare con indicatori di qualità il benessere delle comunità sotto osservazione.

Gli indicatori: visto che non basta l’indicatore basato sulla produttività se ne aggiungono altri. Utili per investigare le dimensioni rilevanti per il benessere degli individui. Queste quelle ritenute più rilevanti: stato psicofisico delle persone, la conoscenza e la capacità di comprendere il mondo in cui viviamo, il lavoro, il benessere materiale, l’ambiente, i rapporti interpersonali e la partecipazione alla vita della società e l’insicurezza. Infine  la distribuzione di tutte le dimensioni del benessere: l’equità.

Non solo ambiente: la nuova valutazione non si limita alla sostenibilità ambientale. Saranno prese in considerazione anche gli elementi economici e sociali.  In più, secondo la definizione di sviluppo sostenibile della Commissione Brundtland, sarà valutato anche lo stock (la quantità) di capitale lasciato alle generazioni future. In particolare stock di capitale prodotto, capitale naturale, sociale e capitale umano.

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