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Nucleare, sei Comuni fanno causa al Governo

Tra decreti, moratorie, balbettamenti di chi governa e referendum in bilico, non è ancora chiaro se l’Italia vivrà una seconda era nucleare. Ciò che è certo è che bisogna fare ancora i conti con quella che è stata la prima era, durata circa trent’anni e che a venticinque anni dalla sua conclusione, porta con sé ancora strascichi ambientali ed economici.

Nucleare, sei Comuni fanno causa al Governo

Sei Comuni della Consulta Anci sedi di impianti nucleari, hanno infatti avviato oggi un’azione legale nei confronti del Governo, a tutela degli interessi delle amministrazioni e dei cittadini per chiedere che vengano ripristinate le somme spettanti ai Comuni dal 2005. Trattasi di Caorso, Saluggia, Trino Vercellese, Rotondella, Ispra e Piacenza. In una nota, l’Anci ricorda che le compensazioni per i municipi sedi di servitù nucleari (non solo le vecchie centrali, ma anche deposito di stoccaggio di materiale radioattivo), sono previste dal decreto Scanzano del 2003. “In virtù della legge finanziaria, nel 2005 – spiega Fabio Callori, presidente della Consulta e sindaco di Caorso – tali risorse sono state decurtate del 70% per destinare gli introiti che i cittadini pagano con la bolletta elettrica alla fiscalità generale“. Si tratta, tra l’altro, di quegli “oneri di sistema” che rendono il costo dell’elettricità in Italia uno dei più alti d’Europa e che nelle settimane scorse il governo ha propagandisticamente cercato di attribuire esclusivamente al peso degli incentivi per le fonti rinnovabili.

Oggi – denuncia ancora il presidente della Consulta Ancici ritroviamo poi a dover anche inseguire l’erogazione di quello che rimane, ovvero il 30% che è stato già deliberato dal ministero dell’Ambiente per le annualità 2008-2009 e contabilizzato dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico, ma ad oggi il Cipe non si è ancora espresso per le ripartizione del fondo e probabilmente ciò comporterà oggettive difficoltà per il completamento delle opere in corso di realizzazione sul territorio (…) Siamo letteralmente sconcertati dalle ‘menzogne’ che ci vengono raccontate – conclude Callori – le carte e le risorse per le delibere Cipe ci sono tutte e oggi ne abbiamo avuto conferma; ancora una volta non riusciamo proprio a capire il perché di queste negligenze“.

Secondo Callori la mancanza di risorse potrebbe determinare gravi conseguenze: “A fronte del perdurare della situazione i nostri Comuni potrebbero vedersi costretti a bloccare i processi di smantellamento dei vecchi impianti“.

All’iniziativa dell’Anci ha risposto a nome del Governo il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia: “Ho partecipato personalmente alla riunione del pre-Cipe della settimana scorsa che recava all’ordine del giorno la delibera sulle compensazioni per i Comuni sedi di impianti nucleari – ha spiegato – Pertanto posso affermare che è pronta per l’approvazione. Il rinvio è stato dovuto solo a questioni formali“. Staremo a vedere anche su questa importante questione.

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