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Nuovo record del mondo di efficienza fotovoltaica in USA: la fine delle fonti fossili si avvicina

Dall’America arrivano ottime notizie per il fotovoltaico, dove si sta periodicamente ritoccando verso l’alto il record di efficienza del fotovoltaico, rendendolo sempre più competitivo anche con le fonti energetiche fossili. Quando arriverà il sorpasso anche da noi è difficile dirlo, ma è interessante vedere come come le innovazioni di prodotto destinate a rendere il fotovoltaico sempre più efficiente stiano letteralmente fioccando in diversi paesi.

Nuovo record del mondo di efficienza fotovoltaica in USA: la fine delle fonti fossili si avvicina

Se a Gennaio la start-up californiana Solar Junction aveva stabilito un record mondiale impressionante un’efficienza del 40,9% in laboratorio di un nuovo prototipo di celle fotovoltaiche (un record che ritoccava verso l’alto del 50% i precedenti primati), è degli ultimi giorni la notizia che questo record è stato battuto da un altro produttore californiano di celle fotovoltaiche.

La società in questione si chiama Amonix, altra società californiana, il cui rivoluzionario prodotto di punta, il generatore Amonix 7700, ha collezionato così una serie di record mondiali di efficienza del fotovoltaico: il 41,6% in laboratorio, il 31% sul campo a livello di pannello ed il 27% a livello di impianto.

Ma quali sono le caratteristiche di questo generatore di energia fotovoltaica?
Amonix 7700 è un generatore da 53 kW di potenza grande quanto uno schermo cinematografico IMAX, con 7.500 lenti di Fresnel – che concentrano i raggi solari fino a 500 volte su ogni cella – e altrettante celle fotovoltaiche.
Decisiva un’innovazione mutuata dal settore aerospaziale, da dove è stata adattata una peculiare composizione chimica delle celle a base di fosfuro di indio e gallio, di aumentata efficienza.

Ora, con questi livelli di efficienza, nei sei stati degli Stati Uniti che godono di maggiore insolazione, il fotovoltaico, che aveva già da tempo effettuato il sorpasso a livello di minor costi rispetto al carbone, è diventato addirittura più economico degli impianti a gas, nonostante che i gas naturali stiano beneficiando di un prezzo di mercato particolarmente basso negli ultimi mesi.
E si parla di parità di costo vera, senza sussidi.
Non solo, gli impianti di Amonix sono progettati per durare fino a mezzo secolo, aumentandone ulteriormente la convenienza economica.

Grazie a questi progressi, la fine del predominio delle fonti fossili è davvero più vicina.

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2 Commenti

  1. E’ un dato davvero ottimo per gli Usa peccato che in Europa non potrà mai essere cosi in quanto c’è un problema di fondo sull’espansione delle fonti ad energia rinnovabile!
    Infatti ogni stato di conseguenza regione in questo caso italiana è limitato ad un certo numero di pronduzione di energia elettrica, bene l’Italia si è avvicinata molto a questo numero e piu precisamente voglio parlare a nome della mia regione la Puglia che lo è ancor di più vicina a questo limite.
    Infatti a causa di fonti di energia come Cerano o EniPower fonti di energia fossile la produzione di energia è molto alta e ad addzionarsi a questo fattore si sono aggiunti gli ormai interminabili spazi occupati dai pannelli solari tutto ciò mi porta ad una considerazione questa legge bloccherà l’estensione del reparto solare in quanto siamo gia vicini alla soglia limite purtroppo le aziende su citate non chiuderanno di certo per dare spazio all’ espansione delle energie pulite lasciando le fossili in quanto ci sono motivi ben piu grandi dietro tutto ciò!
    Questione di marketing

  2. Vi riportiamo questo commento molto interessante che ci ha lasciato Giuseppe sulla nostra bacheca Facebook
    e che ci aiuta meglio a capire quanta CO2 viene prodotta in meno per unità di potenza fotovoltaica installata.
    Grazie Giuseppe!

    ” E’ possibile stimare la quantità di emissione di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti contribuenti all’innalzamento dell’effetto serra pari a 0,35 kg per ogni kWh prodotto mediante un sistema a generazione fotovoltaica.
    Ipotizzando una produzione media annuale, alle latitudini dell’Italia centrale, pari a 1460 kWh, con un impianto di potenza nominale da 1 kWp, si può dire che la quantità di anidride carbonica non emessa in un anno sia pari a 780 Kg per ogni chilowatt di picco installato.
    Se si considera il ciclo di vita previsto per la durata media di un impianto, pari a circa 30 anni, la stima complessiva a fine ciclo sarà di circa 23.400 Kg di emissioni di CO2 evitate per ogni chilowatt di picco installato.”

    Sono dati che devono farci riflettere….

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