Oasi del Simeto a rischio: previsti alberghi, grattacieli e campi da golf

di Luca Scialò del 23 giugno 2012

Un’altra bellezza naturalistica italiana rischia grosso. Parliamo dell’Oasi del Simeto, un sito d’importanza comunitaria dove fanno tappa ogni inverno duecento specie di uccelli di ritorno dai Paesi caldi. Rischia per la solita cementificazione selvaggia Made in Italy, che non risparmia niente e nessuno.

Oasi del Simeto a rischio: previsti alberghi, grattacieli e campi da golf

In particolare, vogliono realizzare al suo interno un grattacielo di 40 piani a pochi metri dalla foce del fiume. E, se quest’area venisse cementificata, questi animali rischierebbero di sparire non solo dalla Sicilia, ma da tutta l’Europa.

Si parla di 600 ettari all’interno della riserva che così diventerebbero cupo grigiore di cemento. Previsti due mega alberghi, rispettivamente di 20 e 40 piani, due campi da golf da 18 buche, una beauty farm, un porto turistico da 1200 posti barca, un ippodromo e persino un centro cinofilo.

A lanciare l’allarme – con un appello arrivato sul tavolo anche della Procura della Repubblica di Catania – 15 associazioni ambientaliste con la Lipu (Lega italiana protezione uccelli) in testa. Purtroppo il progetto ha già ricevuto l’approvazione dal consiglio comunale di Catania nel 2003, quando a guidare il comune etneo c’erano il sindaco Umberto Scapagnini, il medico personale di Berlusconi, e il vice Raffaele Lombardo, attuale presidente della regione Sicilia.

L’Oasi del Simeto, che oggi rischia di diventare un complesso turistico, è una riserva nata grazie alla legge regionale 98/1981, frutto di una grande protesta ambientalista per la difesa dalle speculazioni edilizie dell’area dello Zingaro, in provincia di Trapani. Oggi è in sostanza terra di nessuno e, cosa ancor più grave, le persone sono pure favorevoli alla realizzazione dell’opera; probabilmente per una disaffezione nei confronti dell’Oasi e degli animali che qui trovano riparo.

Purtroppo tale fenomeno di scarso senso di appartenenza per le risorse paesaggistiche e culturali è diffuso un po’ in tutt’Italia.

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