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Obama ci ripensa e ritira le norme green

La crisi economica continua a pesare sulle scelte politiche dei principali stati occidentali e colpisce ancora una volta gli Stati Uniti, dove il Presidente Barack Obama ha appena comunicato di dover ritirare le norme anti-inquinamento già annunciate che avrebbero permesso di ridurre la quantità di polveri sottili presenti nell’aria e migliorare la vivibilità delle metropoli a stelle e strisce.

Obama ci ripensa e ritira le norme green

Niente svolta verde, dunque, per il 44mo presidente americano la cui immagine, dopo questo brusco dietro-front, è destinata a vacillare ancora di più di fronte agli occhi dell’opinione pubblica statunitense.

La crociata contro l’inquinamento atmosferico – che aveva peraltro suscitato le ire di esponenti politici del fronte repubblicano, imprenditori e aziende per il suo eccessivo rigore – verrà ripresa nel 2013 ma fino ad allora resteranno validi i vecchi standard fissati dall’ex presidente George W. Bush.

La clamorosa marcia indietro su uno dei temi cardine della campagna elettorale di Obama è dovuta – riferisce il comunicato della Casa Bianca – alla delicata congiuntura economica che le aziende americane si trovano ad affrontare.

“Rivedere le norme adesso – sottolinea Obama – creerebbe incertezza per le aziende e i governi locali. In questo momento c’è bisogno di ridurre i lacci per le aziende”.

E se da una parte le grandi lobby festeggiano alla decisione, dall’altra si scatenano le polemiche inferocite degli ambientalisti che denunciano una “vittoria di chi inquina a scapito della salute pubblica”.

E come dargli torto visto che le alte concentrazioni di ozono rilevate nell’aria delle principali città americane, unite agli altri agenti inquinanti presenti nell’atmosfera, generano un mix micidiale colpevole di patologie cardiovascolari, asme e cardiopatie.

E’ sconfortante apprendere che il presidente di una delle più grandi economie del mondo considera una seria politica ambientale da imporre alle aziende come un laccio alla produttività e quindi al momento inattuabile.

Molta strada resta ancora da fare per far capire alle grandi nazioni industriali che la salvaguardia della terra e dell’eco-sistema deve venire prima della produttività!

Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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