Obama vuole sulle strade 1 milione di veicoli elettrici entro il 2015: ce la farà?

di MaryPz del 3 Marzo 2011

L’amministrazione di Barack Obama si è posta una grande sfida: mettere in strada un milione di veicoli elettrici entro il 2015. Per raggiungere questo obiettivo, sta immettendo stimoli sul mercato delle auto elettriche, sovvenzionandolo con il budget (seppur limitato di questo periodo) a disposizione della Casa Bianca, ed eliminando altri programmi quali il diesel pulito e lo sviluppo delle auto a idrogeno.

Obama vuole sulle strade 1 milione di veicoli elettrici entro il 2015: ce la farà?

Ma quali sono gli ostacoli che Obama si trova a fronteggiare? I limiti alla diffusione delle auto elettriche, in America come nel resto del mondo, sono noti:

1] Gli elevati costi delle auto elettriche:
Il prezzo è probabilmente il maggiore ostacolo. Le principali auto elettriche attualmente in produzione sono la Mitsubishi i-MiEV con un valore di circa $42.000, di poco superiore a quello della Nissan Leaf, una singola ricarica offre una autonomia di guida di circa 160 chilometri (ovvero 100 miglia) e la Chevrolet Volt, che parte anch’essa da 40mila dollari, tasse e spese accessorie escluse.

2] Efficienza e autonomia delle batterie:
Un’ operazione di rifornimento per veicoli a benzina/diesel è di circa 10 minuti, per gli elettrici si parla di diverse ore, un handicap sotto questo punto di vista viaggia a sfavore di questo tipo di auto.
L’autonomia media è di 160 km circa per rifornimento e questo è obiettivamente un ostacolo. Qui si confida certamente nell’avanzamento tecnologico e non passa giorno senza leggere qualcosa sui progressi in questo campo, come l’ultima pubblicazione di alcuni ricercatori coreani ed italiani sul Journal of American Chemical Society, ma è chiaro che anche la ricerca va incentivata in maniera mirata per superare questo ostacolo.

3] Assenza della rete di distribuzione:
La rete di rifornimenti è ancora ai primi passi in quanto è difficile rimpiazzare le vecchie reti: il costo della riconversione è notevole, ma non certo più alto del costo della dipendenza dal petrolio nel lungo termine. Si tratta anche di scelte politiche, di quando pagare il conto.

Il Piano:
Per inseguire questo obiettivo di un milione di auto elettriche sulle strade, l’amministrazione Obama ha messo in gioco una serie di misure ad hoc.
Innanzitutto, per rendere più accessibile il prezzo dei veicoli elettrici, sono previsti sgravi fiscali fino a 7,500 dollari per chi acquista un’auto elettrica.
In secondo luogo, sono previsti, 2,4 miliardi di dollari per la ricerca e la miglioria delle batterie per le auto elettriche, sempre attingendo dalle casse federali.
Inoltre, è prevista l’erogazione di 115 milioni di dollari per l’installazione di colonnine di ricarica in 16 aree metropolitane statunitensi.
Infine, sono funzionali al piano di diffusione dell’auto elettrica i 300 milioni di dollari di “clean cities grants” che vengono concessi alle comunità virtuose dal punto dei risparmi energetici e il mega assegno di 25 miliardi per la riconversione girato ai produttori automobilistici che vogliono riconvertire processi e prodotti.

Ma torniamo all’interrogativo in epigrafe: ce la farà? O sono irrealistici gli obiettivi del piano?
Detto che noi ovviamente tifiamo per Obama, vista la portata anche simbolica di un’eventuale riuscita di questo piano, va detto che la strada è in salita.
Al di là delle ottimistiche dichiarazioni sugli ordinativi previsti per quest’anno di auto elettriche diramati dai produttori, la realtà è che il 2011 è iniziato con un numero di vendite incredibilmente basso di veicoli elettrici.

Buona parte degli economisti scommette contro la riuscita del piano entro questi termini, ma l’America non ha ancora smesso di avere voglia di sorprendere.

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