Con il termine oche ci si riferisce ad un numero considerevole di uccelli, appartenenti all’ordine Anseriformes e alla famiglia delle Anatidae. Questa famiglia include anche i cigni (più grandi delle oche) e le anatre (più piccole).
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Le oche sono uccelli acquatici che vivono perlopiù nelle zone umide e costiere di tutto il mondo. Sono migratrici e volano in stormo con la caratteristica formazione a V.
Seguono una dieta vegetariana e sono fedeli allo stesso compagno per tutta la vita. Depongono meno uova rispetto alle anatre e, sia il maschio che la femmina si occupano della cura del nido e dei piccoli.
Le oche sono addomesticate da secoli (già dai Romani). Le oche da cortile discendono infatti dall’oca selvatica.
Le oche vere e proprie appartengono al genere degli Anserini che comprende 150 specie circa accomunate dalle seguenti caratteristiche:
In base alla specie cui appartengono, le oche hanno abitudini e comportamenti differenti, tuttavia sono riscontrabili degli elementi comuni a tutte le razze.
Le oche sono tendenzialmente vegetariane, anche se a volte non disdegnano insetti e piccoli invertebrati. Le oche domestiche non hanno invece alcun problema ad assaggiare qualunque tipo di cibo commestibile.
Europa, Asia e America settentrionale sono gli habitat più comuni delle oche selvatiche. La maggior parte delle specie sono migratrici: nidificano a nord e poi vanno a svernare a sud. Si tratta comunque di animali estremamente duttili che si adattano facilmente ad ambienti diversi, seppur prediligano i climi temperati.
Le oche vivono bene negli ambienti umidi caratterizzati dalla presenza di un laghetto o uno stagno, meglio se circondati da una fitta vegetazione.
Le oche sono animali monogami e fedeli. Di solito si accoppiano sempre con lo stesso compagno per tutta la vita. Casi di rottura sono davvero rari.
La maturità sessuale è verso il terzo anno di vita e il periodo degli amori coincide con l’inverno.
L’accoppiamento avviene in acqua, il nido viene invece costruito all’asciutto, tra i cespugli, in un luogo tranquillo e riparato.
Sia la femmina che il maschio si occupano della protezione del nido e dei piccoli una volta nati.
Dopo qualche giorno dall’accoppiamento la femmina depone le uova. Se la deposizione è troppo veloce c’è il rischio che le uova non vengano fecondate. La femmina depone dalle quattro alle sei uova che vengono covate, a turno, da entrambi i genitori, per circa un mese. Per un massimo di tre covate l’anno.
Tra marzo e aprile le uova si schiudono. I piccoli restano nel nido per almeno 5 giorni. Le piccole oche spiccano il primo volo verso i 2 o 3 mesi di vita.
Le oche sanno orientarsi benissimo. Pensate che riescono a tornare al nido in cui sono nate anche a distanza di un anno! Migrano in stormi ordinati formando la classica V che appare in cielo. Questa formazione costituisce uno stratagemma per risparmiare energia: gli uccelli davanti, con le ali, creano infatti dei vortici d’aria che “risucchiano” quelli che seguono.
L’apripista è di conseguenza l’uccello che fa più fatica. Ecco perché, nel corso della migrazione le oche si alternano in questo ruolo, un po’ come chi tira il gruppo nel ciclismo!
Le oche comunicano emettendo oltre 10 suoni diversi, ognuno in base ad una situazione specifica.
Essenzialmente le oche si dividono in 3 generi:
La famiglia degli Anatidi è molto numerosa. Si contano circa 50 diverse specie di oche in tutto il mondo.
Sarebbe impossibile descriverle tutte in un unico articolo. Ve ne presentiamo alcune specie tra le più interessanti sia per caratteristiche fisiche che per abitudini.
Sono le oche più grandi e robuste del genere Anser: 90 centimetri per 4 chilogrammi. Originarie del Nord Africa e dell’Eurasia, hanno piume grigio-bruno, con la pancia e il petto più chiari rispetto alle ali.
Il collo ha strisce longitudinali, la punta della coda è bianca mentre becco e zampe sono arancioni. Mangiano germogli, radici, piante ed erbe galleggianti.
Originarie dell’Asia orientale, in estate vivono nel sud della Siberia, mentre in inverno si spostano in Corea e nel nord della Cina. Amano vivere nei pressi di bacini d’acqua, come laghi, fiumi, stagni e paludi.
L’Oca cignoide pesa poco più di 3 chili, è grigio scuro dietro le ali, mentre il petto ha tonalità marroncino e bianco su collo e coda. Le zampe sono arancioni e il becco è nero.
La femmina depone fino a otto uova.
Uccello migratore delle regioni centro orientali dell’Europa e dell’Asia centrale. In estate migra nell’Artico per poi trascorre gli inverni in Medio Oriente e nell’Europa sud-orientale. Come habitat predilige la tundra, le aree vicine a laghi e fiumi, e le zone costiere.
Le oche lombardella minore si presentano grigio scuro con linee bianche, zampe arancioni, coda bianca, becco rosa e un bordo bianco sul muso che le rende facilmente riconoscibili. La femmina depone circa cinque uova per stagione.
Si tratta di una specie in via d’estinzione.
Islanda e Groenlandia sono il suo habitat estivo, mentre Gran Bretagne e Paesi Bassi le accolgono in inverno. Amano le aree lacustri e gli estuari con pascoli alti. Si nutrono di cereali, patate, carote e barbabietole.
Il petto è marrone, le ali grigie con strisce bianche. Hanno zampe rosse e testa scura. La sua particolarità è il becco: rosa e molto corto. In luglio fa il nido sulla terra della tundra e depone sei uova. Si tratta di una specie in costante aumento a causa dell’abbondanza di cibo.
Con 3 chili di peso per 80 centimetri di altezza, questa oca ha piume marroni. Risaltano le zampe e il becco arancioni, così come l’inserzione del becco e il sottocoda, entrambi bianchi.
Questa specie si trova in tutte le regioni artiche del Nord America, Asia ed Europa.
In origine le oche erano solo selvatiche, ma vennero addomesticate fin dall’antico Egitto. Vanno allevate in gruppi in un rapporto di 4 a 1 di femmine e maschi per favorire la riproduzione. È un animale abbastanza semplice da allevare perché non richiede grandi cure ed attenzioni.
È sufficiente un pascolo di 150 metri quadrati dove possono muoversi ed una casetta di circa 4 metri quadri per ripararsi. Per evitare che scappino è meglio circondare la zona con una rete metallica alta almeno mezzo metro.
Definite anche Oche da cortile, sono tutte quelle specie di oche che da generazioni accompagnano noi e i nostri antenati nella vita rurale. Discendono da ceppi selvatici, ed hanno contribuito alla sussistenza e allo sviluppo di interi villaggi. Di carattere mite e pacato si muovono in genere in gruppo e si adattano a qualsiasi realtà domestica e rurale tipica delle campagne.
Sono onnivore e mangiano anche gli scarti dell’uomo. Particolarmente docili e stanziali sono animali abitudinari. Di notte cercano ripari sicuri. Razze importanti di Oche da Cortile sono:
Il motivo principale per cui vengono allevati questi animali è per la loro carne. Tra le principali razze ricercate per le loro carni magre e bianche ricordiamo:
Molto famosa è l’Oca di Lomellina, un’oca italiana, dalle cui carni si ricava il noto “Salame di Mortara”, certificato Igp.
Le oche vengono inoltre allevate in tutto il mondo per il loro fegato, da cui si ricava il foie gras, molto apprezzato dai gourmet. Le oche da fegato pesano tra i 7 e i 9 chili e vengono sottoposte ad una vera e propria barbaria chiamata ‘gavage’, termine francese che indica l’alimentazione forzata.
Queste oche vengono infatti letteralmente ingozzate in modo che il loro fegato aumenti di dimensioni. Molti paesi hanno fortunatamente messo al bando questa crudele pratica. In Europa sopravvive ancora in Francia.
Le principali razze da cui si ricava il foie gras sono:
L’oca viene allevata anche per trarre profitto dalla vendita delle sue pelli e dei suoi piumaggi con cui vengono confezionati piumini, giubbotti e cuscini. Le razze allevate per questo scopo sono:
Rispetto a quelle domestiche, le oche ornamentali si riconoscono per la forma più slanciata ed elegante e il piumaggio particolare. Vengono allevate solo per abbellire giardini e stagni.
L’oca selvatica, dal becco rosa e la coda bianca, è il tipo di oca ornamentale per antonomasia.
Altre razze ornamentali diffuse sono:
Questi animali ovviamente vengono allevati anche per la produzione di uova. Le oche ovaiole possono arrivare a produrre fino a 100-130 uova l’anno. Le razze più prolifiche sotto questo punto di vista sono quelle italiane, in particolare l’Oca Romagnolo o Oca Italiana. Considerata infatti la razza ovaiola per eccellenza, nei momenti di massima produzione depone 110-115 uova l’anno. Le sue uova pesano tra i 90 e i 140 grammi.
Altre razze redditizie da questo punto di vista, sono la Pezzata Veneta che produce in media 100 uova l’anno e la Grigia Padovana che produce meno uova rispetto alle prime due, ma di dimensioni maggiori.
Tra le straniere, le più apprezzate sono l’Oca Ceca e l’Oca Cinese, con una media di 70-80 uova l’anno del peso di circa 140 grammi.
L’etologo Konrad e il suo studio sull’imprinting ha reso famosa l’oca selvatica. Celeberrima la foto dello studioso seguito da una fila di pulcini che lo credono la loro madre.
Una delle più famose leggende romane ha per protagoniste le oche che salvarono Roma da un attacco nemico. La leggenda, risalente al 390 a.C., narra il tentativo di assedio della città da parte dei Galli.
Si dice che durante l’assedio le oche, gli unici animali sopravvissuti perché sacre a Giunone, iniziarono a starnazzare in maniera molto fragorosa per avvertire l’ex console Marco Manlio e mettendo in allarme l’esercito.
Con questa espressione si è soliti indicare una donna sciocca, superficiale, ma anche ingenua e che ride per niente.
Durante la seconda guerra mondiale l’oca avvisava gli abitanti di Friburgo dell’arrivo degli aerei nemici. Le è stato dedicato un monumento.
Simbolo d’uccello solare, vengono spesso associate alla vita, alla creazione e alla rinascita. Rappresentano anche la fertilità femminile, la maternità e la vita domestica, ma anche l’abitudine di spettegolare.
Nella cultura del Cristianesimo, le oche sono l’emblema dell’Immacolata Concezione e dell’Incarnazione.
Disegnare le oche è abbastanza facile. Basta seguire alcuni semplici passaggi:
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