Orti urbani a Bologna: un’esperienza trentennale

di Massimiliano del 29 Marzo 2011

A Bologna non hanno aspettato la zappetta presidenziale e l’orticello mediatico (ben venga la pubblicità, beninteso) di Michelle Obama per produrre pomodori e far crescere insalata dentro la città. Le “giunte rosse” bolognesi ci avevano visto giusto 30 anni fa e oggi si contano 2.700 orti comunali, aggregati in una ventina di aree.

Orti urbani a Bologna: un’esperienza trentennale

Un‘iniziativa iniziata nel 1980 e pensata per il tempo libero degli anziani bolognesi, nel tempo la geografia sociale degli ortolani comunali ha avuto un’evoluzione. Non solo anziani, ma anche giovani e tanti stranieri. Il Comune ha aperto gli orti anche agli immigrati non solo per supplire a una diminuzione della popolazione locale ma pure per stimolare l’integrazione degli stranieri.  Cosa c’è di meglio che condividere una passione per far dialogare culture diverse.

Con la crisi per molte famiglie, non solo immigrate, il fazzoletto di terra è anche un modo per risparmiare sulla spesa e resistere alla crisi economica. Insomma non solo piacere per la terra ma soddisfacimento di un bisogno. Quando si lega sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
L’orto diffuso è anche esperienza didattica per le scuole. I quartieri cittadini che rilasciano i permessi, infatti, lasciano una quota degli  orti per le lezioni con la zappa.

L’orto comunale è anche l’occasione per far socializzare persone sole, con problemi che in questo modo possono allacciare relazioni. Come ha ben documentato Erika Zanetti, artista e fotografa che ha prodotto l’opera per immagini: “ORTOgrafie: segni di terra bolognese e della sua gente”.

Zappare e far crescere le piante non è solo passatempo, ma anche scienza. Per questo fino a fine Aprile è possibile frequentare un corso (al centro sociale Vag61 in via Paolo Fabbri 110) tenuto da Giovanni Bazzocchi (Docente universitario di Agraria) e Gabriele Bertuzzi (agricoltore), conduttori del “Corso per coltivare orti urbani” .

Questi alcuni dei temi affrontati in “classe”:

IL TERRENO DEGLI ORTI: struttura, morfologia e granulometria dei terreni più caratteristici della nostra zona;

SEMINA E TRAPIANTI: riferimenti alla scelta delle varietà, differenze fra linee pure,  ibridi, cloni, varietà.  Banca del seme e notizie utili per le scelte alimentari;

NUTRIZIONE DELLE PIANTE: cenni di fisiologia delle piante, assorbimento idrico, assorbimento di micro e macroelementi, fabbisogni, eccessi e carenze, compost;

PRINCIPALI MALATTIE E INSETTI DELLE PIANTE: funghi, virus e insetti;

TECNICHE DI COSTRUZIONE DELL’ORTO: camminamenti, scoli, drenaggi e tecniche di rotazione delle colture, distanze di impianto e consociazioni possibili;

STRUMENTI PER L’ORTO: come si usa la vanga, la zappa e i piccoli attrezzi necessari. La pacciamatura e le tecniche di lotta alle malerbe. L’irrigazione e i metodi di risparmio idrico.

ORTI IDROPONICI E DA TERRAZZO: coltivare senza terra, perche?, tecniche idroponiche, l’orto idroponico in terrazzo; Gestione “agro ecologica” dell’orto;

LOTTA BIOLOGICA: l’orto come piccolo (agro)ecosistema, piante trappola e piante “utili”, cenni di lotta biologica con gli insetti.

Corsi anche all’XM24 (un attivo centro sociale) con Filippo Cattaneo della cooperativa Dulcamara e Michele Caravita dell’azienda agricola La Sega.

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