Ospedali green. In Germania sono già una realtà!

di Claudio Riccardi del 25 settembre 2012

Anche le strutture ospedaliere potrebbero essere amiche dell’ambiente. Potrebbero utilizzare energia sostenibile e a impatto zero sia per le attività operative che per la gestione ordinaria degli edifici. Potrebbero sfruttare programmi di automazione e dispositivi per la gestione intelligente delle risorse. Potrebbero diminuire i costi ed i consumi senza per questo intaccare la qualità del servizio offerto ai pazienti.

Ospedali green. In Germania sono già una realtà!

Il condizionale non deve però ingannare. Non parliamo di sogni irrealizzabili ma di una strada che inizia a divenire realtà. L’esempio lo fornisce l’Ospedale Ethianum di Heidelberg, in Germania, una clinica privata focalizzata su chirurgia plastica, estetica e la medicina preventiva.

Avviato nel 2010, l’ospedale segue il programma Green+Hospital, un pacchetto di tecnologie edilizie e gestione dell’energia tutto sostenibile, fornito da Siemens insieme ad efficienti tecnologie mediche ed un’infrastruttura di comunicazione moderna che pone come fulcro i pazienti.

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Ogni letto presenta terminali digitali dove i medici possono consultare e aggiornare le cartelle cliniche, che in forma preliminare sono già pronte prima dell’arrivo degli ospiti. Per ciascuno di loro, il processo di cura segue percorsi clinici standardizzati, che slegano i camici bianchi dal contatto con la burocrazia. Concentrandosi così  sulla pratica medica.

Sistemi avanzati di building automation e generatori di energia geotermica rimangono nascosti nello scheletro dell’edificio. Tutti gli accorgimenti sono funzionali ad un obiettivo, quello di gestire circa 3.000 ricoveri l’anno e di ridurre del 50 % la spesa energetica per unità di degenza.

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Siemens riferisce che l’adozione del programma, esteso a tutta la rete degli ospedali tedeschi, consentirebbe risparmi per 600 milioni di euro all’anno, e diminuirebbe di 6 milioni di tonnellate le emissioni di CO2.

Certo, ci vogliono sostanziosi investimenti ma questi numeri dovrebbero far riflettere anche le autorità e gli operatori italiani.

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