Pannelli solari fai da te: una speranza per l’Africa?

di Mariagiovanna Mongelli del 5 febbraio 2012

Per molti in Africa l’accesso all’elettricità è decisamente limitato. La costruzione delle infrastrutture non è riuscita a tenere il passo con la diffusione massiva di cellulari e non è quindi insolito che per trovare un punto dove ricaricare il proprio telefono si cammini per diverse ore. Spesso, inoltre, i punti di ricarica sono alimentati con generatori a benzina o diesel, che naturalmente emettono anidride carbonica e sono estremamente inquinanti.

Pannelli solari fai da te: una speranza per l’Africa?

Mark Kregh, direttore dell’azienda di pannelli solari Knowyourplanet, ha ideato un progetto in cui sperimentare l’energia solare come metodo alternativo per ricaricare telefoni e batterie: “Il progetto è iniziato alcuni anni fa, quando un mio amico senegalese mi ha chiesto se avevo dei prodotti a basso costo che permettessero di sfruttare l’energia solare in Africa. Gli ho detto che il fotovoltaico non era praticabile, poiché avrebbe necessitato componenti troppo costosi. Ma continuavo a pensarci, così dopo alcune ricerche, ho scoperto che c’era un’intera comunità che produce pannelli solari riutilizzando rottami.”

Per la creazione dei pannelli, il progetto pilota prevede inizialmente la sperimentazione di alcuni materiali quali vetro, LED, batterie, legno metallo, cavi e connettori per testare quali forniscono un miglior funzionamento.

Grazie alla donazione di 5.000 sterline ricevuta tramite “World in Need”, a Febbraio Kragh si recherà in Kenya per donare i 1000 kit per la produzione di pannelli solari fai da te e formare la popolazione in modo che possano crearli in maniera autonoma.

L’obiettivo finale è quello di creare un caricabatterie con un dollari che duri almeno cinque anni.
Kragh afferma: “Miriamo a formare la popolazione locale per dare la possibilità di avere un lavoro e dunque un proprio reddito, in modo da non dover essere dipendenti dai produttori europei e cinesi”.

Un progetto che ha indubbiamente un notevole potenziale e che fornisce delle competenze e una certa indipendenza alla popolazione. Un reale aiuto.

[Foto via: BBC]

Leggi anche:

Outbrain

{ 2 comments… read them below or add one }

ESTER67 luglio 25, 2013 alle 7:16 pm

Desiderei avere maggiori informazioni su questa attività e sapere se sta procedendo e con quali risultati…

Rispondi

Frappa maggio 26, 2012 alle 4:31 pm

Sapresti dirmi cortesemente dove posso trovare maggiori dettagli sulle modalità di progettazione sugli impianti “fai da te” ideati da Mark Kregh della Knowyourplanet? Mi servirebbero per una tesina.
E se è disponibile qualche altro articolo più recente per sapere come sta procedendo l’esperienza in Kenya.

Grazie mille 😀

Rispondi

Leave a Comment