Partono le trivellazioni in Sicilia per cercare petrolio in zona sismica…

di Luca Scialò del 1 Febbraio 2013

Scongiurate, almeno per ora, trivellazioni davanti alle isole Egadi o tra Selinunte e Sciacca e anche al largo di Pantelleria. Ma in Sicilia a correre il pericolo è la Valle del Belice, territorio colpito dal terremoto il 15 gennaio 1968 e che attende da allora ancora i soldi per completare la ricostruzione (la Legge di Stabilità appena votata ha stanziato solo 10 milioni di euro).

Partono le trivellazioni in Sicilia per cercare petrolio in zona sismica…

L’allarme su quello che da qui a poco potrebbe accadere è stato lanciato sia da alcune associazioni delle zone di Montevago e Sciacca (in provincia di Agrigento) che dal Consiglio Provinciale di Trapani.

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L’area interessata dalle trivellazioni è vasta 600 kmq e la società, Enel Longanesi, autorizzata dalla Regione oltre un anno fa a trivellare, comincia solo ora le attività di ricerca di idrocarburi. Infatti ad ottobre 2012 la Regione Siciliana ha dato il via libera definitivo.

Tra i documenti però ci sono delle stranezze, come una relazione geologica firmata ma senza i timbri di appartenenza all’Ordine professionale da parte di chi l’ha redatta.

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Si tratta di una vicenda assurda: si trivella in una zona terremotata che da quasi mezzo secolo è in attesa di fondi per la ricostruzione e la documentazione per i permessi apparte non sembra corretta.  Queste trivellazioni non s’hanno da fare…