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Partono le trivellazioni in Sicilia per cercare petrolio in zona sismica…

Scongiurate, almeno per ora, trivellazioni davanti alle isole Egadi o tra Selinunte e Sciacca e anche al largo di Pantelleria. Ma in Sicilia a correre il pericolo è la Valle del Belice, territorio colpito dal terremoto il 15 gennaio 1968 e che attende da allora ancora i soldi per completare la ricostruzione (la Legge di Stabilità appena votata ha stanziato solo 10 milioni di euro).

Partono le trivellazioni in Sicilia per cercare petrolio in zona sismica…

L’allarme su quello che da qui a poco potrebbe accadere è stato lanciato sia da alcune associazioni delle zone di Montevago e Sciacca (in provincia di Agrigento) che dal Consiglio Provinciale di Trapani.

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L’area interessata dalle trivellazioni è vasta 600 kmq e la società, Enel Longanesi, autorizzata dalla Regione oltre un anno fa a trivellare, comincia solo ora le attività di ricerca di idrocarburi. Infatti ad ottobre 2012 la Regione Siciliana ha dato il via libera definitivo.

Tra i documenti però ci sono delle stranezze, come una relazione geologica firmata ma senza i timbri di appartenenza all’Ordine professionale da parte di chi l’ha redatta.

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Si tratta di una vicenda assurda: si trivella in una zona terremotata che da quasi mezzo secolo è in attesa di fondi per la ricostruzione e la documentazione per i permessi apparte non sembra corretta.  Queste trivellazioni non s’hanno da fare…

Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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