Perù, il Paese che non vuole Ogm

di Martina Pugno del 14 gennaio 2013

La legge caldamente richiesta dagli attivisti peruviani e promulgata lo scorso anno, è finalmente entrata in vigore: con una normativa storica, il Perù vieta l’introduzione di cibo geneticamente modificato all’interno dei confini del Paese per i prossimi dieci anni.

Perù, il Paese che non vuole Ogm

Pene decisamente salate aspettano chi volesse trasgredire l’ordinanza: le sanzioni possono arrivare fino a 14 milioni di dollari e comportare la distruzione degli Ogm introdotti o prodotti illegalmente. Stretti controlli verranno infatti effettuati anche sui prodotti importati da Paesi terzi.

Proprio mentre molti Paesi decidono di aprire le porte agli Ogm, il Perù fa un coraggioso passo indietro, sottraendosi alle pressioni del settore privato favorevole alla produzione di biocarburante. Per dieci anni, nel Paese non sarà più possibile importare, produrre o utilizzare organismi geneticamente modificati.

L’approvazione della normativa era in realtà attesa già da diversi anni: il testo, pronto dal 2005, attendeva solo la firma ufficiale dell’ex Presidente Alan Garcia, che però non era riuscito ad appianare gli attriti tra i Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente. A prendere la penna in mano è stato invece l’attuale Presidente, Ollanta Humala.

Una scelta che difende la salute, ma anche l’ambiente, ha dichiarato alla stampa il Ministro all’Ambiente Manuel Pulgar Viral. Tale condotta è infatti volta alla difesa della biodiversità autoctona peruviana e alla protezione delle singole specie vegetali, molte delle quali costituiscono una larga fetta delle esportazioni nazionali, che in caso contrario rischierebbero l’estinzione.

Non meno importanti sono i benefici economici; come sottolineato dal Ministro Viral, la decisione si inserisce in un’ottica di supporto ai produttori locali. L’economia del Paese, infatti, è fortemente improntata sull’esportazione di prodotti biologici, quali cacao, caffè e mais.

Secondo gli attivisti, si tratta di una vittoria di una importante battaglia, ma non ancora della guerra, dal momento che il 70% circa delle riserve di cibo attualmente presente in Perù contiene Ogm. Tuttavia, si tratta di un passo avanti senza eguali e una netta presa di posizione nei confronti della salute, della giustizia e del patrimonio ambientale che si spera possa essere da esempio per molti altri Paesi del mondo.

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