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Pink Slime: anche in America si interrogano su cosa mangiamo davvero

Sembra carne ed invece è una poltiglia rosa fatta con scarti di bovini triturati e trattati con ammoniaca. La disgustosa notizia arriva dagli Stati Uniti dove, proprio in questi giorni, si discute animatamente su una recente scoperta della ABC News che lo scorso marzo ha trasmesso una serie di speciali sull’industria americana della carne bovina che, stando a ciò che documenta l’emittente, si servirebbe su larga scala del cosiddetto pink slime (slime in inglese vuol dire poltiglia, bava), una mistura a basso costo ottenuta da scarti di lavorazione.

Pink Slime: anche in America si interrogano su cosa mangiamo davvero

Questo orrendo mix finisce dritto sugli scaffali dei supermercati e nei ristoranti e verrebbe aggiunto in percentuali variabili alla “carne vera” macinata per abbassarne i costi di produzione, ed essere poi rivenduta come carne 100% bovina.

Ma ora che i produttori sono tenuti a segnalare sull’etichetta la presenza degli additivi, la verità sta venendo gradualmente a galla. Il pink slime è ottenuto da scarti come cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi triturati finemente e separati dal grasso. Successivamente il prodotto viene irrorato con ammoniaca per scongiurare la presenza di pericolosi batteri e congelato. È cosi che arriva sui banchi dei mercati all’ingrosso e acquistato dai produttori di carne che lo utilizzano come additivo per i macinati di carne ‘vera’ così da aumentarne il peso e irrobustire i guadagni!

Secondo la ABC circa il 70% della carne bovina americana conterrebbe questo additivo ‘rosa’ a scapito degli ignari consumatori che – complici le leggi americane di etichettatura della carne – fino a ieri erano convinti di acquistare ottima carne bovina.

Ma non è tutto. L’inchiesta ha messo in luce il fatto che molti degli scarti utilizzati per produrre questo composto siano parti bovine solitamente mandate al macero come precauzioni sanitarie.

C’è chi sostiene che il trattamento disinfettante con l’ammoniaca escluda qualsiasi rischio per la salute dell’uomo, chi invece mette in dubbio tale tesi e contesta la palese violazione dei diritti dei consumatori. Fatto sta che, per essere certi di ciò che portano in tavola, agli americani non rimane che rivolgersi al mercato biologico (molto costoso) o diventare vegetariani in attesa di conoscere gli sviluppi di questa inquietante vicenda.

E in Italia il pink slime arriverà o è già arrivato?

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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