Pneumatici ecologici: uno sguardo sulle ultime innovazioni

di Magi del 4 Febbraio 2011

Dei pneumatici ecologici  ricostruiti e dei loro vantaggi si è già scritto molto.
Da qualche tempo, però, le case di produzione di pneumatici più famose nel mondo si stanno allineando ancor di più al trend ecologico: dopo le iniziative verdi di Pirelli (con ‘Foresta Pirelli 2009 – Life Gate’), Peugeot (con ‘Pozzo di carbonio’, ovvero 2 milioni di alberi piantati nella foresta Amazzonica) e Yokohama (con ‘Forever Forest’, cioè il progetto di piantare 500 mila alberi accanto ai siti produttivi entro il 2017) è arrivato il turno di marchi prestigiosi nel mondo delle quattro ruote, come Bridgestone e GoodYear.

Pneumatici ecologici: uno sguardo sulle ultime innovazioni

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Non è restato a guardare nemmeno il colosso francese Michelin che, amante delle competizioni, nel 2009, ad esempio, ha sponsorizzato in via sperimentale la statunitense Green Racing, una corsa automobilistica green, in cui il vincitore non è stato solo il più veloce ma anche colui che ha generato il minor impatto ambientale, utilizzando motori ibridi e combustibili alternativi.
Scelte ecosostenibili capaci di migliorare le prestazioni dei prodotti e la qualità dell’ambiente.

Ma, in particolare, che cos’hanno in comune alberi e copertoni? In apparenza, proprio nulla, anzi..!
Invece, pare proprio che sia cominciata una nuova era ecologica anche per gli pneumatici: da un lato, si sta tentando di modificarne il processo produttivo per ridurre al minimo l’impatto ambientale, compensando quel (poco?) che resta inevitabile con generose opere di riforestazione, come quelle già sopracitate; dall’altro, ed è questo l’aspetto certamente più interessante, il petrolio sta forse davvero perdendo lo status, finora intoccabile!, di materia pri-ma degli pneumatici a favore di bio-componenti alternative come il caucciù, gli oli na¬turali e perfino il succo d’arancia o la pula di riso.

Bridgestone ha inaugurato la linea degli pneumatici a marchio Ecopia, ecosostenibili e in grado di prevenire il surriscaldamento terrestre; Pirelli invece, utilizzando la pula di riso nel Cinturato P7, abbatte l’inquinamento acustico di circa il 30%; Goodyear, in collaborazione con Genencor, per la lavorazione della gomma, risponde con l’utilizzo del BioIsoprene, alternativa ecologica rispetto al più inquinante Isoprene, derivato dal petrolio. Il BioIsoprene, infatti, deriva da materie prime rinnovabili e ha un potenziale di applicazione enorme, come sostituto di altri prodotti in gomma o adesivi: non a caso, la presentazione ufficiale del prototipo della gomma con l’innovativa tec¬nologia al BioIsoprene è avvenuta durante il Vertice mondiale sul clima, svoltosi a Copenhagen nel dicembre del 2009.

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Dalla Yokohama proviene invece la novità del pneumatico naturale a base di caucciù, albero di cui la Thailandia è primo produttore mondiale: la multinazionale asiatica, che opera anche in Thailandia, ha firmato un accordo per la lavorazione dello stesso caucciù e, in forza di questo impegno ambientale, ha anche ricevuto un riconoscimento per l’uso di «energia pulita» ai box del Campionato del mondo Turi¬smo 2009 e ha annunciato la fornitura, nello stesso campionato, a partire dal 2012, di pneumatici «supernano-power», a base di succo d’agrumi.
Il tutto, garantiscono in coro questi grandi produttori, migliorando pure le prestazioni della gomma in fatto di tenuta di strada, frenata, velocità: infatti, il materiale è più leggero, sono minori le resistenze al rotolamento, minore è pure la rumorosità, vengono ridotti il consumo di carburante le emissioni di CO2, a fronte della garanzia di un maggior numero di chilometri percorribili.
Attualmente, il problema della diffusione di questi pneumatici è senza dubbio il loro elevato costo.

Che si tratti di materiali totalmente ecocompatibili e di applicazioni potenzialmente rivoluzionarie, è indiscutibile: occorre però valutare correttamente nel tempo il rapporto qualità-prezzo in termini di prestazioni e di reale beneficio ambientale.
Noi, pur con uno sguardo sempre critico e non certo sull’onda di facili entusiasmi, né tanto meno gridando già ‘al miracolo’, non possiamo non fare il tifo per le bio-gomme.

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