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Progetto Social Main Street a Milano: il grattacielo di legno in social housing

La nuova tendenza del social housing? Avere un occhio di riguardo anche per l’ambiente. In ottica di Social Housing nascerà a Milano, nella zona di viale Sarca, area Bicocca, il palazzo in legno più alto al mondo, destinato a dare case belle a costi contenuti.

Progetto Social Main Street a Milano: il grattacielo di legno in social housing

Dove c’è bellezza non c’è degrado, non c’è tensione, non c’è devastazione, ci sono dignità e rispetto, integrazione. Una casa a misura d’uomo è la base fondamentale della democrazia.” Così scrive Dante O. Benini nella cartella esplicativa del suo progetto per la costruzione di un grattacielo in legno a Milano. Un piano ambizioso che pone le sue fondamenta sulla base stessa della società: il diritto del singolo individuo di vivere la propria vita decorosamente.

Ed è esattamente da questo principio che nascono le social housing, dalla necessità di venire incontro a quelle classi sociali troppo “ricche” per poter accedere alle case popolari ma, allo stesso tempo, troppo povere per poter vivere nelle normali case in affitto. Stiamo parlando di quelle famiglie, dei lavoratori fuori sede, degli studenti e i single che, fino ad oggi, hanno rappresentato la fascia meno protetta ed ascoltata della nostra società.

Il concetto di social housing è nato in Inghilterra già negli anni novanta e di lì a poco si è sviluppato in tutto il Nord Europa. In Italia è stato deliberatamente ignorato fino a che, in un decreto del 2008, il nostro governo ne ha dato una definizione attuando poi il piano nazionale di edilizia abitativa.
Da qui il progetto del grattacielo in legno che non a caso è stato chiamato Social Main Street [Strada Maestra per il Sociale] firmato da Urbam+Dante O. Benini&Partners e promosso dalla Compagnia dell’Abitare con la consulenza di Vignelli Associates.

Progetto Social Main Street a Milano

L’edificio, a forma di parallelepipedo, si svilupperà su 15 piani e sarà quasi totalmente costruito in legno, eccezione faranno i primi tre piani in calcestruzzo e la struttura metallica del cavedio centrale, una sorta di corte interna destinata a far entrare la luce ma anche a creare una zona di ritrovo e di gioco per i bambini.

Il grattacielo verrà suddiviso in 112 unità abitative, da 48 a 100 mq, il cui prezzo varierà dalle 800 € alle 900 € al metro quadro mentre l’affitto sarà di circa 200€ a posto letto; nella struttura sono anche previsti due piani sotterranei adibiti al parcheggio.
L’uso di prefabbricati e di “pareti intelligenti”, strutture previste al loro interno di predisposizioni per gli impianti idraulici ed elettrici, abbatterà i costi grazie al dimezzamento dei tempi di produzione che passeranno, per una struttura tanto grande, dagli oltre due anni a pochi mesi per la totale realizzazione.
L’impiego di pannelli di legno ignifughi X-Lam, a strati incrociati, garantirà solidità e flessibilità alla costruzione, rendendo la struttura antisismica e riducendo il rischio incendi che verrà totalmente abbattuto dai più sofisticati sistemi antincendio.
La privacy sarà garantita da pareti divisorie che pur essendo di legno saranno spesse 50cm, una dimensione più che sufficiente ad attutire qualsiasi tipo di rumore. La struttura sarà eco-compatibile e “riciclabile”, infatti gli alberi impiegati per costruirla saranno ripiantati e il legno adoperato sarà facilmente riutilizzabile in futuro, in più è prevista una serie di escamotage che, sulla base del risparmio energetico consentiranno l’abbattimento dei costi delle spese condominiali.

Progetto Social Main Street a Milano, il cavedio centrale
Progetto Social Main Street a Milano, il cavedio centrale

All’apice del cavedio sarà costruito un grosso imbuto che convoglierà in grossi serbatoi l’acqua piovana in modo tale che possa essere riutilizzata  per l’irrigazione, il lavaggio delle zone comuni e lo scarico delle acque nere, mentre il parapetto del tetto sarà formato da pannelli fotovoltaici che produrranno l’energia sufficiente ai
servizi condominiali ed alla fornitura di acqua calda.

“Per me non c’è nulla di più affascinante che tentare di infondere qualità all’ambiente dove vivono gli uomini.”
Spiega così l’architetto Benini la necessità di creare zone comuni dove la gente possa socializzare e conoscersi, dove, nonostante la struttura verticale, possa esserci confronto e condivisione tra gli abitanti dello stesso palazzo.

Per questo motivo il grattacielo milanese prevede, oltre ad un cortile centrale destinato per lo più ai bambini, una serie di zone comuni lungo il cavedio: su ogni piano si apriranno zone giardino alternate a zone studio dotate di postazioni wifi, il tetto verrà ricoperto da un metro di terra rivestito di prato che, oltre a fungere da massa termica, accoglierà gli amanti dello jogging nel suo percorso perimetrale e quelli della palestra nella zona più interna.

Per una volta almeno i muri non saranno  simbolo di divisione ma braccia pronte ad accogliere una piccola variegata comunità.

Chissà se questo modello di architettura sensibile sarà la nuova strada per rendere concreto il principio di un cambiamento sociale di cui tutti abbiamo bisogno ma che in pochi ancora sperano.

 

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