Qual è il vero impatto ambientale di una dieta veg? Uno studio francese lo rivela

di Sara Tagliente del 6 aprile 2013

Una dieta vegetariana è sicuramente sana per gli esseri umani, ma – ancorché con impatti assai minori rispetto ad una dieta carnivora – non necessariamente per il pianeta. E’ questo il controverso risultato di uno studio francese pubblicato sul The American Journal of Clinical Nutrition, e condotto da Nicole Darmon dell’ Istituto Marsigliese dell’Agronomia.

Qual è il vero impatto ambientale di una dieta veg? Uno studio francese lo rivela

Il filo conduttore dello studio verterebbe sull’assunto per il quale la dieta veg che si basa sull’assunzione di frutta e verdura richiederebbe un notevole sforzo per produzione e trasporto in termini di emissioni di Co2, stimabile nel 30% delle emissioni totali di gas serra nei paesi in via di sviluppo.

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Darmon e i suoi colleghi hanno consultato i diari alimentari di 1.918 adulti francesi per capire quanti gas serra avessero potuto produrre.

Dai diari, che sono stati tenuti per sette giorni tra il 2006 e il 2007, i ricercatori hanno identificato i 400 alimenti più comunemente consumati. Hanno quindi utilizzato un database per scoprire quanto gas serra è stata emesso per la produzione di ciascuno di essi, calcolate in grammi equivalenti di biossido di carbonio per 100 grammi di cibo.

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I risultati hanno subito condannato la poca sostenibilità di carne, precotti e snack confezionati. Sono stati misurati in 857 grammi di gas serra gli impatti per produrre 100 grammi di carne, circa tre volte la quantità analoga di frutta e verdura. Pollame, latticini, grassi e merendine costano in termini di energia di gas serra ben 5000 grammi di emissioni di gas serra per persona. In sostanza, quanto più il cibo è già pronto, di bassa qualità e pieno di sali, tanto più la sua produzione e il suo trasporto ‘costano’ alla nostra terra.

Frutta e verdura non sono esenti da questa responsabilità. Tuttavia, le emissioni scendono a 15 volte in meno in termini di energia rispetto alla carne e ai dolci. Insomma, un altro motivo per rivedere la nostra alimentazione e sperare in impatti molto meno pesanti per quanto riguarda le emissioni prodotte per fare arrivare questi prodotti alle nostre tavole.

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