Quali sono i Comuni con un regolamento edilizio eco-sostenibile?

di Magi del 24 dicembre 2010

Isolamento termico e acustico, utilizzo di fonti rinnovabili e di tecnologie per l’efficienza energetica, orientamento degli edifici, materiali da costruzione locali e riciclabili, risparmio idrico e recupero delle acque meteoriche, permeabilità dei suoli: questi, in sostanza, i parametri di sostenibilità scelti e quindi rintracciati nei regolamenti edilizi di ben 705 comuni italiani (pari al 9% dei comuni italiani, ma rappresentativi di una significativa percentuale di tutta la popolazione italiana, quasi un terzo), secondo i dati riportati dal terzo Rapporto ON-RE (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il Risparmio Energetico), promosso da Legambiente e dal CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia).

Quali sono i Comuni con un regolamento edilizio eco-sostenibile?

Un dato confortante di crescita, rispetto al rapporto del 2009, che ‘promuoveva’ solo 557 comuni.
In termini di coinvolgimento del territorio, l’aspetto positivo riguarda la presenza, nella lista, di Comuni di ogni regione, benché permanga la tendenza ad una maggiore concentrazione nel Centro-Nord, in particolare in Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, seguite da Veneto, Piemonte, Lazio, Marche e Puglia.

Il rapporto ha individuato anche per quest’anno i 3 comuni, appartenenti alle tre aree geografiche d’Italia, che si sono particolarmente distinti nell’approvazione di un regolamento edilizio il più completo possibile, ossia soddisfacente tutti i vari obiettivi di sostenibilità: per il Nord, il comune di Collegno (TO): per il Centro,  il polo comunale dell’Empolese – Val d’Elsa (che conta 15 amministrazioni): per il Sud, Salerno.

Dall’analisi dei regolamenti edilizi, svolta attraverso la rilevazione sistematica dei parametri succitati (peraltro ampliati, rispetto a quelli dell’anno scorso), è stato possibile intuire la reale intenzione di questi Comuni di attuare processi costruttivi, mirati ad una migliore qualità edilizia, ma soprattutto ad una migliore vivibilità, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle caratteristiche specifiche di ogni territorio/area, nonché delle tradizioni locali: lo scopo non è certo quello di marcare la differenza tra i comuni più virtuosi e quelli meno virtuosi, quanto piuttosto quello di creare un terreno di confronto condiviso per stimolare scelte e interventi sempre più eco-sostenibili.

Fondamentale, nella spinta verso questo cambiamento, la drastica posizione assunta ormai da una decina di anni dalla stessa Unione Europea in materia di attività edilizia e risparmio energetico: ci si avvicina a grandi passi, ormai, alla dead-line fissata per il 2021, anno a partire dal quale, secondo le più recenti direttive dell’UE, tutti gli edifici pubblici e privati di nuova costruzione dovranno essere totalmente autonomi in termini di soddisfazione del proprio fabbisogno energetico.

Nell’ottica di questa macro-prospettiva sovranazionale, che impegna con accordi vincolanti tutti i paesi membri, il nostro paese non può e non deve farsi trovare impreparato a questa importante scadenza: occorre essere consapevoli del fatto che gli obiettivi europei in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e di sfruttamento delle energie rinnovabili non saranno conseguibili senza un cambiamento progressivo nel settore delle costruzioni, sia di quelle edificate ex novo sia, soprattutto, di quelle già esistenti, che andranno progressivamente e razionalmente riqualificate.

Fondamentale diventa, perciò, il ruolo di collegamento e di coordinamento svolto dagli organismi statali, regionali e provinciali, che si trovano esattamente a metà tra le Direttive Europee, ferree ma generiche, e i Regolamenti comunali, altrettanto rigidi ma assolutamente specifici per una data realtà territoriale.

L’appuntamento per una rivalutazione della situazione attuale è, come sempre, programmato a distanza di un anno: dubbi, paure, domande, problemi, esigenze devono confluire, passo dopo passo, nell’unica direzione, speriamo condivisa!, del raggiungimento di una migliore qualità della vita, qualità che dipende anche da uno sviluppo edilizio che si dimostri sempre più eco-compatibile ed eco-sostenibile.

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