Erbe ayurvediche: quali sono e benefici

Antico ed efficace rimedio per la cura dei capelli e della pelle

Le erbe ayurvediche sono particolari erbe tipiche dell’Ayurveda aventi proprietà benefiche e medicamentose.

Fin dai tempi più antichi, rappresentano un valido ed efficace rimedio per la cura dei capelli e della pelle. Ne esistono tantissime, ognuna con caratteristiche e proprietà proprie.

Andiamo a scoprire le proprietà di quelle più famose e come utilizzarle.

Cosa sono le erbe ayurvediche

Per tendenza, o per maggiore attenzione al proprio benessere psicofisico e ai rimedi naturali, negli ultimi tempi non è insolito sentir parlare di erbe dell’Ayurveda.

Si tratta di piante ed erbe medicinali dagli effetti benefici e curativi secondo la medicina tradizionale indiana Ayurveda.

Utilizzata fin dall’antichità, tanto da essere integrata nel sistema sanitario nazionale indiano con diversi ospedali ayurvedici presenti in tutto il Paese, oggi è piuttosto diffusa anche nel mondo occidentale.

Queste erbe sono ottenute da radici, piante, fiori e foglie, che vengono polverizzate e utilizzate nelle diverse preparazioni. Grazie alle proprietà delle erbe e alle virtù rinomate fin dai tempi antichi, le possiamo utilizzare per numerosi scopi.

L’Ayurveda prevede in sintesi:

  • massaggio ayurvedico con oli medicati o polveri d’erbe
  • assunzione di erbe in pastiglie o tisane, accompagnati da una dieta appropriata (legati al proprio Dosha)
  • abitudini quotidiane, nonché dell’esercizio fisico, in genere yoga e meditazione.

Nella fitoterapia ayurvedica le piante – assunte in polvere o attraverso infusi e compresse – possono agire con effetto disintossicante su vari organi e, in combinazione tra loro, possono essere ulteriormente efficaci per l’organismo.

Quali sono le erbe ayurvediche

Erbe ayurvediche per la cura di vari disturbi

Per la cura di varie malattie e disturbi di salute la fitoterapia ayurveda prevede dei cataplasmi da apporre in varie parti del corpo con impasti di erbe e polveri di radici, massaggi con oli alle erbe e l’assunzione delle stesse in tisana o pastiglie. Vediamo le più utilizzate:

  • Coleus forskohlii. I suoi benefici si basano principalmente sul suo principio attivo, la forskolina. Questa pianta è un eccellente integratore per dimagrire, perchè innesca il metabolismo dei grassi e impedisce il loro stoccaggio nel corpo. Ha proprietà vasodilatatrici che permettono di migliorare la circolazione del sangue in tutto il corpo. La forskolina ha un’azione antitrombotica. In altre parole, il Coleus Forskohlii ostacola l’aggregazione delle cellule del sangue che si trasformano in coaguli. Grazie al suo effetto vasodilatatore, contribuisce a una migliore circolazione del sangue nel cervello e anche nel cuore.Ha anche proprietà broncodilatatrici ed è un rimedio per le difficoltà respiratorie derivanti da allergia o infiammazione delle vie respiratorie. Stimola inoltre la produzione di ormoni tiroidei (dopamina e serotonina) e riduce significativamente i sintomi della depressione. Può anche avere applicazioni nel trattamento dell’ipotiroidismo.
  • Andrographis. Usato da solo o combinato con l’euterococco, previene e riduce moderatamente la durata e l’intensità dei sintomi delle infezioni del tratto respiratorio (raffreddore, influenza, faringite).È anche usato nella medicina ayurvedica, cinese e thailandese per prevenire la dissenteria, la bronchite, l’epatite, la malaria, la tubercolosi e vari disturbi gastrointestinali ed epatici. Si consuma come estratto standardizzato (contenente dal 4% al 6% di andrographolide).
  • Trikatu. È una miscela di 3 spezie dal gusto pungente e digestivo: zenzero, pepe nero e pepe lungo (pippali). Noto e utilizzato in Ayurveda per il suo effetto tonico sul fuoco digestivo (Agni), miglioran la digestione e l’assimilazione dei nutrienti. Indicato nei casi di digestione lenta, flatulenza, dispepsia, pesantezza dopo i pasti, sintomi spesso legati a pasti troppo pesanti, o freddi (panini, insalate.), o consumati ad orari irregolari e troppo velocemente, in un contesto di stress. Può anche essere usato durante una cena festiva per assicurare una buona digestione.
  • Shatavari. Utilizzato per il sistema riproduttivo femminile, allevia la sindrome premestruale ed i sintomi del ciclo. Aumenterebbe la fertilità sia maschile che femminile, e sembra sia afrodisiaco.  Lenisce le vampate di calore della menopausa e stimola la lattazione nelle puerpere. Ha proprietà diuretiche e gastroprotettive, favorisce la digestione e facilita il transito intestinale. Previene la stitichezza e aiuta in caso di diarrea.Inoltre, ha proprietà immunomodulanti che aiutano a regolare la risposta immunitaria ed aiuta il corpo ad adattarsi allo stress. Ridotto in polvere può essere consumato direttamente nel cibo o come infuso. Nell’Ayurveda, viene spesso consumato mescolato al ghee (burro chiarificato) o a un bicchiere di latte caldo con miele. Può anche essere consumato con olio di cocco o latte di mandorle.
  • Ashwagandha. La Withania somnifera stimola l’energia, combatte la fatica, dà vitalità, limita lo stress e aumenta la libido. Agisce su tutte le funzioni per un benessere globale. È anche un afrodisiaco naturale grazie alla sua ricchezza in alcaloidi steroidei e lattoni steroidei. Ma al contempo favorisce il sonno. Questa doppia azione può essere spiegata dal fatto che si tratta di una pianta adattogena. Abbassa i livelli dei due ormoni legati allo stress: l’adrenalina e il cortisolo. E così favorisce la rilassatezza. Alleata degli sportivi e della virilità, aumenta l’energia dei muscoli in modo molto più significativo del ginseng.

Si tratta spesso di piante adattogene, che si adattano cioè alle diverse necessità dell’organismo umano e rispondono con precisione ad esse.

Erbe ayurvediche per i capelli

Uno degli utilizzi più comuni delle erbe ayurvediche è sui capelli. Sono erbe particolarmente note per le loro proprietà lavanti, ovvero che rilasciano saponine. Proprio per questo, le si trovano spesso tra gli ingredienti di preparazioni dedicate alla cura dei capelli.

Le erbe indiane ayurvediche sono infatti molto utili per rinforzarli, favorirne la crescita, combatterne la caduta, regolarizzare la produzione di sebo e renderli più luminosi.

Per una chioma luminosa e splendente, le migliori erbe ayurvediche sono l’henné neutro, lo shikakai e l’amla. Da usare singolarmente oppure insieme, per un effetto ancor più rigenerante.

Erbe ayurvediche: come si usano

Abbiamo appena detto che, in genere, le erbe ayurvediche, servono per nutrire, fortificare e rendere più sani i nostri capelli.

Possiamo creare delle maschere nutrienti da applicare dopo lo shampoo.

In realtà, però, le possiamo usare anche per molti altri scopi, come arricchire gli oli da utilizzare per il massaggio o per la preparazione di tisane da sorseggiare nel corso della giornata. Inoltre, possiamo sfruttare le loro proprietà benefiche assumendole anche sotto forma di pastiglie.

Per quanto riguarda il trattamento dei capelli, le erbe ayurvediche possono essere utilizzate a scopo:

  • condizionante
  • lavante

In genere, per il primo tipo di utilizzo, gli impasti vanno lasciati vanno applicati sui capelli asciutti o appena umidi, e lasciati in posa più tempo. In associazione ad altre erbe lavanti, allora l’impacco va applicato dopo lo shampoo e i tempi di posa diminuiscono.

In entrambi i casi, procedere al risciacquo con acqua tiepida.

Quali sono le erbe ayurvediche

Ogni erba ayurvedica ha una sua specifica modalità di utilizzo, perché agisca alla sua massima efficacia.
Andiamo a conoscerle più nel dettaglio, spiegando per ciascuna le proprietà.

  • Altea. Le radici essiccate e polverizzate dell’althea officinalis sono utilizzate per le loro capacità medicamentose, soprattutto per trattare tosse, gastriti e infiammazioni di varia natura. Questa polvere contiene mucillagini, polifenoli, amido, flavonoidi e pectine, che curano i capelli. Un impacco di polvere dona lucentezza, volume e morbidezza. Ideale in caso di capelli crespi, ricci, secchi e fragili, perchè li rende più facili da pettinare e districare. Avendo proprietà emollienti e antinfiammatorie, è ideale per la forfora ed il cuoio capelluto irritato. Può essere usata pura o abbinata ad altre erbe. Da sola, va applicata sui capelli puliti e lasciata in posa un’ora. Per fare un impacco, va invece miscelata con altre erbe lavanti come Shikakai o Aritha. In questo caso, il tempo di posa può essere inferiore.
  • Baheda. La polvere di Baheda (Terminalia bellerica) si ricava dal frutto di una pianta maestosa. Rinomata nella tradizione ayurvedica come integratore per ritrovare il benessere dell’organismo, la particolarità di questa pianta è la sua ricchezza in acidi grassi essenziali e vitamina A. Una delle erbe ayurvediche più recenti entrate nel mercato occidentale, ha un particolare odore speziato e aromatico. L’impacco per capelli con la polvere di Baheda è utile per prevenire e ridurre la caduta dei capelli, favorirne la crescita, ridurre forfora e dermatiti. Preparare l’impacco è davvero molto semplice. Basta miscelare la polvere con acqua tiepida fino a raggiungere una consistenza cremosa da applicare sui capelli partendo dalle radici fino alle punte. Il tempo di posa è di circa 20-30 minuti. Da sola, questa pasta non è in grado di detergere e va applicata su capelli puliti, asciutti o umidi. Per potenziare il suo effetto anticaduta, si consiglia l’associazione con la polvere di amla.
  • Brahmi. Ricavata dalla Bacopa Monnieri, una pianta acquatica e “succulenta”, la polvere viene ottenuta dalle foglie essiccate e presenta benefiche proprietà sia per la cura dei capelli che della pelle. Per la cura dei capelli, questa pianta è utile per contrastare e ridurre la perdita di capelli, fortificare bulbi piliferi e radici, prevenire e trattare la forfora, prevenire l’incanutimento, scurire la chioma. Inoltre, illumina e tonifica la pelle, riduce infiammazioni e irritazioni, contrasta le imperfezioni, è anti età. Si usa pura o in associazione con l’amla per aumentarne l’effetto fortificante, anticaduta e scurente, il maka per potenziarne l’effetto anticaduta, il neem, per capelli grassi con forfora.
  • Cassia obovata. Conosciuta come henné neutro, in realtà, viene ricavata da una pianta diversa rispetto all’henné: non dalla Lawsonia inermis ma dalla cassia o Senna italica). Rinforza i capelli e il cuoio capelluto, nutre e dona volume alla chioma, migliora l’aspetto dei capelli sottili, fragili e sfibrati, ripara i capelli danneggiati. Ha la capacità di donare riflessi dorati. In questo caso, è necessaria una preparazione che implichi un processo di ossidazione di almeno 12 ore della pasta ottenuta aggiungendo acqua e sostanze acide, tipo aceto e succo di limone. Sui capelli chiari dona riflessi biondi.
  • Curcuma. Ricavata dalla Curcuma longa, è impiegata sia per la cura della pelle che nella cura dei capelli grazie alle proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, cicatrizzanti e antibatteriche. Per questo motivo, è un utile per trattare l’acne, la forfora e infiammazioni cutanee e arrossamenti come dermatiti, favorire la cicatrizzazione, rendere la pelle più luminosa, tonica ed elastica, prevenire le rughe, dare un colorito più uniforme, Si usa sia da sola, che con l’aggiunta di acqua, miele o idrolati, oppure in combinazione con altre erbe ayurvediche. Miscelata ad un olio vegetale rappresenta un valido prodotto per trattare la forfora. Basta massaggiarlo sul cuoio capelluto prima del normale shampoo. È possibile utilizzare olio di cocco, olio di jojoba, olio di mandorle dolci.
  • Nagarmotha. Originaria dell’India, è ricca di tannini, antiossidanti e antimicotici. Di colore marrone e odore molto intenso e speziato, la polvere delle radici viene utilizzata per i suoi benefici effetti su capelli e cuoio capelluto. In particolare, ha potere volumizzante, rinforzante, purificante, lucidante. Ha il pregio di adattarsi alle peculiarità del cuoio capelluto, equilibrando la produzione di sebo. Inoltre, possiede blande capacità tintorie perché contiene un pigmento riflessante (sui toni del castano) che non tinge, ma dona riflessi castani. L’impacco va tenuto in posa circa mezz’ora. Per chi vuole un risultato più scuro, fino a 90 minuti.

A questo punto, entriamo ora un po’ più nel dettaglio e vediamo le singole erbe ayurvediche in base al problema da trattare.

Erbe ayurvediche per la caduta dei capelli

Molte delle erbe sopra elencate sono utili per rinforzare i capelli e contrastarne la caduta. A tale scopo, può risultare efficace anche il fieno greco.

Questa erba, infatti, oltre a contrastare la caduta eccessiva dei capelli e rinforzarli, dona forza ed elasticità alla chioma, e la rende più docile al pettine contrastando altresì l’effetto crespo.

Erbe ayurvediche per capelli ricci

Molte erbe ayurvediche disciplinano i capelli e contrastano l’effetto crespo.

Tra tutte, la migliore per questo scopo risulta essere lo shikakai. Ottimi anche l’henné neutro e l’amla.

Erbe ayurvediche per capelli grassi

Per i capelli grassi è molto efficace l’impacco a base di semplice Henné neutro e acqua calda.

L’henné è infatti ottimo per pulire in profondità i capelli, perché assorbe tutti gli eccessi di sebo senza andare ad alterare l’equilibrio idrolipidico del cuoio capelluto.

Per potenziarne l’efficacia, si consiglia di abbinarlo al neem.

Erbe ayurvediche per capelli secchi

Sui capelli secchi, sono ideali gli impacchi a base di amla, shikakai ed henné.

Sono infatti profondamente ristrutturanti ed utili per contrastare le doppie punte. Inoltre, donano morbidezza, setosità e rendono i capelli più facili da pettinare.

Erbe ayurvediche lavanti

Le erbe lavanti ayurvediche possono essere utilizzate in due modi: applicando direttamente la pasta sulla cute, massaggiando e lasciando in posa da 10 a 30 minuti e facendo un infuso e filtrando la polvere, utilizzando così il liquido ottenuto come un normale shampoo. Sono queste le più note:

  • Areetha (o reetha). Chiamata anche ‘noce del sapone’, è l’erba lavante per eccellenza. Per i suoi poteri antibatterico e antimicotico, è utile contro forfora, funghi e cute pruriginosa.
  • Shikakai. Questa erba è un astringente naturale: promuove la salute del cuoio capelluto mantenendolo fresco e pulito. Aiuta inoltre a contrastare la formazione della forfora e rafforza le radici dei capelli stimolandone la crescita. Utile anche per districare ammorbidire le chiome.
  • Sidr. Dalle proprietà rinforzanti, questa erba lascia i capelli puliti, sani, lucidi e ben condizionati.
  • Tulsi. Chiamato anche basilico sacro, il tulsi è indicato per il cuoio capelluto irritato e la cute grassa.

Erbe ayurvediche per il viso

Le maschere preparate con erbe ayurvediche per la cura e la salute dei capelli, possono essere utilizzate anche per la pelle del viso. In questo caso, il tempo di applicazione scende a soli 15 minuti. Fare sempre molta attenzione ad evitare il contorno occhi.

Qui di seguito andremo a vedere quali sono le proprietà delle varie piante per la salute, la bellezza e il benessere della cute del volto.

  • Althea: antiage, antinfiammatoria e rigenerante. Molto efficace anche in caso di ferite e cicatrici. Indicata per le pelli più sensibili e delicate
  • Baheda: ideale per la pelle secca e stanca, illumina il colorito e ha effetto tonificante. È utile per trattare acne, dermatiti e infiammazioni
  • Brahmi: adatta a tutte le tipologie di pelle, svolge un’azione tonificante, antietà, illuminante e lenitiva. Utile anche in caso di irritazioni e imperfezioni.
  • Curcuma: può essere utilizzata da sola o in combinazione con altre erbe ayurvediche. La ricetta semplice purifica in profondità e rende la pelle più tonica, elastica e luminosa. La curcuma, riduce anche le cicatrici ed è quindi ottima anche per ridurre le smagliature

Come miscelare le erbe ayurvediche

Sia per la cura dei capelli che della pelle, vanno preparate delle maschere con queste erbe. Il procedimento è semplice: basta setacciare la polvere prescelta e miscelarla gradualmente con dell’acqua calda fino a ottenere una consistenza cremosa. Bisogna mescolare bene per non creare grumi.

È importante che l’acqua di base non sia fredda. Il calore, è infatti una componente essenziale per liberare le proprietà della pianta.

Consigli pratici

  • consistenza: la pasta deve essere morbida e non troppo densa se la si utilizza su capelli asciutti; dev’essere invece piuttosto fluida se la si usa in doccia o in vasca direttamente sui capelli umidi
  • quantità: di solito, le erbe si prendono in uguali quantità. A seconda dell’esigenza, abbondare di più con quella ritenuta più utile in quel momento
  • acqua: deve essere molto calda perché il calore permette il rilascio delle proprietà benefiche
  • periodo di macerazione: una volta realizzato l’impasto, coprire la ciotola con della pellicola trasparente e far macerare per 30 minuti circa prima di utilizzare
  • applicazione: la pasta va applicata prima sulla cute e poi sulle lunghezze
  • massaggio: l’impasto va applicato eseguendo movimenti circolari con la punta delle dita
  • posa: coprire la testa con una cuffia da doccia o della pellicola per alimenti e lasciare in posa in tempi variabili a seconda delle erbe impiegate e dell’esigenza. Per le erbe lavanti bastano 15 minuti.
  • risciacquo: utilizzare abbondante acqua tiepida

Erbe ayurvediche: dove comprarle

Si trovano in erboristeria e anche nei negozi etnici ben forniti. Ovviamente, si reperiscono con estrema facilità negli store online.

Erbe ayurvediche: controindicazioni

In genere, questi trattamenti sono ben tollerati e sicuri, specie se prescritti da un medico ayurvedico qualificato.

Tuttavia, prima di procedere con il trattamento, si consiglia di testare l’impasto in una piccola parte della pelle per valutare l’insorgere di qualche effetto allergico.
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Published by
Elle

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