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Studio Eurisko per AssoRaee: quando c’è di mezzo l’elettronica l’italiano non sa riciclare

Italiani ‘spreconi’ per quanto riguarda il riciclo di materiale elettronico destinato all’uso domestico. È quanto emerge dai dati diffusi da Remedia eGFK Eurisko nell’abito di una ricerca condotta per AssoRaee, l’associazione cui aderiscono le aziende che si occupano di raccolta differenziata dimateriali elettronici.

Studio Eurisko per AssoRaee: quando c’è di mezzo l’elettronica l’italiano non sa riciclare

Secondo gli studi riferiti al 2010, in Italia molti oggetti di uso comune come radioline, asciugacapelli, mouse, ferri da stiro e telefonini, finiscono inesorabilmente nella cassetta indifferenziata dei rifiuti, quando invece potrebbero essere recuperati al 100% per ricavarne plasticametalli con grossi benefici per l’ambiente e l’economia.

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Rispetto alla media europea, il gap italiano nel riciclo di apparecchiature elettroniche è quello più negativo, con 37.000 tonnellate di rifiuti recuperati contro le 220.000 tonnellate di nuovi prodotti immessi sul mercato. In generale, la percentuale italiana si ferma al 16,8% contro unamedia europea del 26%. In termini pratici, ciò vuol dire che nel nostro paese si differenzia correttamente 1 chilo ogni 6, mentre nel resto della UE 1 chilo ogni 4 nuovi prodotti acquistati.

Le rilevazioni dimostrano come vi scrivemmo in questo articolo Smaltimento vecchi elettrodomestici: il 55% non smaltito in modo corretto!, inoltre, che nel 2010 solo 1 italiano su 2 ha utilizzato almeno una volta un centro di raccolta specializzato.

LE NOSTRE GUIDE:

Le ragioni di questo passivo sono da ricercare in un sistema di raccolta ancora insufficiente e in una scarsa informazione dei cittadini, mal supportati da enti pubblici e negozianti.  Le aree geologiche a disposizione dei cittadini non sono ancora distribuite su tutto il territorio – benché obbligatorie per legge – e in molti casi la loro presenza non è nota agli utenti finali.

Un vero peccato considerando che il business del riciclo frutterebbe grossi ricavi per aziende e consumatori, ma soprattutto un grosso danno a carico dell’ambiente.

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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