Quando giocare a pallone produce anche energia…

di Claudio Riccardi del 13 luglio 2013

Immaginate un campetto di calcio, un gruppo di bambini che si tira un pallone e dopo mezz’ora di gioco, lo stesso pallone che viene collegato con un cavo ad una lampadina, che come per magia si accende. Non è un delirio da trans agonistica, ma l’opportunità che fornisce Soccket, la palla che produce energia elettrica.

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Il progetto ha visto coinvolti i cervelli “creativi” di due Ong statunitensi, Uncharted Play e Power The World, che hanno trovato il modo di convertire l’energia cinetica derivante dal movimento di un pallone in energia elettrostatica.

Il segreto risiede all’interno del pallone stesso: alll’interno della camera d’aria c’è un pendolo, collegato ad un magnete, e ad una piccola batteria che accumula la corrente prodotta per renderla disponibile ad un utilizzo esterno. A questo punto basta inserire il cavo di ricarica nell’apposito foro ed il gioco è fatto!

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Con 30 minuti di gioco, Soccket (il cui nome è un misto delle parole ‘soccer’, il calcio per gli americani, e socket, presa di corrente)  può alimentare una lampada a LED per 3 ore. Il generatore ha una potenza di 6 Watt, ed è ricoperto da un involucro in materiale impermeabile, resistente ma comunque morbido al tatto.

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Gli ideatori sono a caccia dei 75.000 dollari necessari per partire con la produzione di massa in grado di abbassare drasticamente il prezzo. A tal proposito è stata aperta una petizione sul sito di crowdfunding Kickstarter.

Obiettivo? Avviare la produzione su larga scala del pallone elettrico e proporlo a costi contenuti soprattutto nei paesi meno sviluppati, privi di una capillare rete elettrica. Nel mondo 1 persona su 5 non ha accesso all’elettricità. E’ in queste aree che Soccket potrebbe tornare utile nella quotidianità, come nelle situazioni di emergenza.

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