Quando il blackout è colpa del sole!

di Luca Scialò del 31 ottobre 2011

Alle immancabili profezie apocalittiche di popoli ormai estinti (vedi i Maya) o di quelli che vivono in posti sperduti (vedi gli Hopi), dobbiamo aggiungerci anche quelle della NASA. Probabilmente più attendibili e qualificate. Secondo un dossier di 145 pagine, pubblicato da NASA ed ESA per l’Accademia Nazionale di Scienze USA, per il prossimo anno è prevista una catastrofica tempesta solare, che metterebbe a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra.

Quando il blackout è colpa del sole!

In questo dossier si parla esplicitamente dei rischi potenziali per una serie di eventi catastrofici che avverranno entro il 2012. Questi eventi verranno caratterizzati da “bombardamenti” di vere e proprie tempeste solari e di sciami meteoritici.

Pertanto, nel 2012 rischia di ripetersi il potente fenomeno magnetico che nel 1859 mandò in tilt le telecomunicazioni: dall’elettricità al telefono ai sistemi di sicurezza, sono a rischio blackout tutti i servizi essenziali. Se all’epoca i disagi furono limitati, pensiamo a cosa potrebbe accadere oggi che tutto è collegato all’elettricità e all’elettronica.

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Ma da cosa sarebbe provocato tutto ciò? La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni. Durante questo particolare periodo, il Sole può generare “tempeste magnetiche” più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti, o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.

Ovviamente, il modo migliore per mitigare gli effetti di questo “attacco solare” è quello della prevenzione. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste” – conclude la ricerca – “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.

Dunque, viva le tecnologie. Ma riscopriamo altresì vie alternative più tradizionali di vivere.

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