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Quando l’animale diventa invadente: il caso dello scoiattolo grigio dichiarato fuorilegge e da sopprimere, ma importato su ebay

Abbiamo spesso parlato di animali a rischio estinzione per l’intervento dell’uomo e per l0inquinamneto e il surriscaldamento climatico. Eppure esistono, sempre per colpa dell’uomo, situazioni in cui una specie aumenta troppo di numero mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di altre simili e squilibrando il sistema naturale.

Quando l’animale diventa invadente: il caso dello scoiattolo grigio dichiarato fuorilegge e da sopprimere, ma importato su ebay

E’ il caso degli scoiattoli grigi. Pur se apparentemente teneri, questi animaletti sono un’autentica minaccia per quelli “rossi” nostrani (oltre che per le nocciole). Importati dall’America nel lontano 1948, oggi stanno diventando diffusissimi, perché si sono rivelati ben più predatori e forti delle specie autoctone e, incredibile,vengono acquistati anche su internet (per esempio eBay).

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Ora che la minaccia degli scoiattoli grigi sembra varcare le Alpi, l’Europa ha deciso di intervenire. Gli animali verranno addormentati con CO2 e poi uccisi con sovradosaggio.

A spiegare quali pericoli comporti lo scoiattolo grigio ci pensa Sandro Bertolino, dall’Università di Torino, responsabile scientifico del progetto sulla conservazione dello scoiattolo rosso europeo: “Nei Paesi anglosassoni lo scoiattolo rosso è sull’orlo dell’estinzione per gli impatti negativi dello scoiattolo grigio americano, introdotto artificialmente anche in quelle aree geografiche. In Italia si sta replicando lo stesso fenomeno. La competizione tra scoiattolo grigio e scoiattolo rosso, con conseguente estinzione di quest’ultimo, è uno dei casi più noti e dimostrati di competizione esclusiva“.

Per la Comunità Europea l’unica soluzione per salvare lo scoiattolo rosso dall’estinzione è la soppressione controllata del ‘cugino americano’, poiché questa specie costituisce una minaccia reale.

Purtroppo, per l’inerzia del nostro Paese, lo Standing Commitee della Convenzione di Berna, che segue la conservazione della flora e della fauna selvatiche e del loro habitat ha aperto una procedura contro l’Italia che in questi anni non ha fatto nulla per rimuovere lo scoiattolo grigio, creando una situazione insostenibile per tutta l’Europa.

Questo animaletto sembra costituire una ‘minaccia’ anche per altre nazioni extra-europee perché in sovrannumero per colpa dell’uomo. Questo disequilibrio deve essere ridotto per riportare alla normalità l’eco-sistema. Perfino il WWF ha espresso una posizione favorevole ai piani europei.

Tuttavia servono anche altre misure, come il divieto di vendita, di allevamento, di importazione, e di rilascio. Così da non dover arrivare all’extrema ratio della soppressione.

E voi che ne pensate?

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Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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5 Commenti

  1. Dalla sua ultima risposta mi sembra di capire che nella sua ottica il fatto che non esistano “rimedi legali” diretti nel caso della violazione della Convenzione di Berna rappresenti un’attenuate tale da permetterci di non rispettarne le direttive. Ribadisco quanto detto in precedenza: un “case file” della Convenzione di Berna è analogo ad una “procedura di infrazione” della Direttiva Habitat, rappresenta l’attestazione del mancato rispetto delle norme di una convenzione internazionale che il nostro paese ha ufficialmente adottato. Purtroppo in Italia di solito ci si preoccupa del rispetto delle regole solo quando ci sono sanzioni in ballo (e a volte nemmeno in questi casi), in caso contrario il rispetto di una normativa è una pratica opzionale.
    Riguardo all’IUCN prendo atto del fatto che leggendo le pagine del sito ufficiale ha notato anche lei che lo scoiattolo grigio in Italia rappresenta una minaccia per la conservazione dello scoiattolo rosso (nel suo precedente intervento sembrava essersene stranamente dimenticato). Giustamente fa notare che sul sito IUCN una delle maggiori minacce per la conservazione delle scoiattolo rosso è la distruzione dell’habitat, anche nelle aree in cui lo scoiattolo grigio non c’è. In Italia le due minacce si sommano in quanto alla presenza del grigio si aggiunge la distruzione dell’habitat. Ne consegue che nel nostro paese i rischi per la conservazione della specie sono molto maggiori che altrove.
    Riguardo al virus le chiederei la gentilezza di segnalarmi chi sostiene che il virus sia presente anche in Italia: io non l’ho mai letto da nessuna parte, lei continua a ribadirlo come se fosse convinto del contrario. Il riferimento “all’uccisione di persone sane”, mi sembra talmente fuori luogo che evito di commentarlo.
    In ultimo il fatto che il beneficiario dei fondi richiesti all’unione europea per realizzare un progetto li utilizzi mi sembra evidente e dato che come lei fa notare è scritto sul sito del progetto, mi sembra evidente anche che nessuno lo voglia nascondere . La conseguenza che lei cerca di porre in luce, cioè il fatto che “scoiattolo grigio” dato che non prende fondi è “imparziale” sull’argomento mi sembra quantomeno fuorviante: si possono fornire informazioni parziali anche senza interessi economici diretti 😉
    Cordiali saluti

  2. Confermo che i case file della convenzione di Berna sono ben diversi dalle procedure di infrazione della UE, la cosa e’ discussa qui:
    http://www.scoiattologrigio.org/sanzioni.html
    dove trovera’ il link proprio alla documentazione della Convenzione di Berna che dice nero su bianco di non disporre di rimedi legali. Lei come traduce “one might criticise the Bern convention for its lack of binding legal remedies” ? (pagina 9, https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&InstranetImage=1331842&SecMode=1&DocId=1458888&Usage=2)
    Quanto all’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, la stessa dice anche altre due cose, ovvero che la principale causa del declino dello scoiattolo rosso (anche dove lo scoiattolo grigio non c’e’…) e’ la distruzione dell’habitat da parte dell’uomo, e, cosa assai interessante e che vedo riconosciuta, che il virus di cui si parla non e’ mai stato registrato in Italia. Uccidiamo le persone sane nell’ipotesi che un giorno forse possano ammalarsi e contagiare altri, e’ questa la logica?
    Per la questione del virus comunque puo’ trovare dettagli piu’ estesi qui:
    http://www.scoiattologrigio.org/virus.html
    ovviamente completi di fonti di riferimento, ma immagino le conosca gia’.
    In ultimo, puo’ essere utile precisare che il sito scoiattologrigio.org non trae benefici dal sostenere questa o quella tesi, e in cio’ sembra differenziarsi almeno da alcuni degli enti attuatori del progetto di eradicazione, che curiosamente al link http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/presentazione_standard_progetto_life_ec_square.pdf a pag. 2 vengono invece definiti appunto “beneficiari”.

  3. La risposta di “Scoiattolo Grigio” sembra una “risposta pronta” standard per ogni occasione, visto che nell’articolo non si parla di danni all’agricoltura, virus ecc
    Vediamo comunque nel dettaglio le presunte “verità ufficiali” che ci ha elencato “Scoiattolo Grigio”, raccontando solo le parti che gli facevano comodo :
    – L’articolo non parla di procedura di infrazione, ma di “case file” aperto dallo Standing Commitee della Convenzione di Berna, un documento ufficiale è disponibile a questo link del sito ufficiale del Consiglio d’Europa: (https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&InstranetImage=1953013&SecMode=1&DocId=1808934&Usage=2). Le conseguenze del mancato rispetto delle prescrizioni del case file sono quelle previste dall’art. 18 della Convenzione di Berna, che prevede la trasmissione del caso ad un tribunale arbitrale le cui sentenze sono definitive e vincolanti. In ogni caso il paragone con le procedure di infrazione della Commissione europea è calzante.
    – l‘Unione Internazionale per la Conservazione della Natura considera lo scoiattolo rosso “non a rischio di estinzione” perché per fortuna ha un areale estremamente vasto (non c’è solo in Italia), ma nella pagina ufficiale relativa allo scoiattolo europeo mette chiaramente in evidenza il rischio dovuto alla presenza dello scoiattolo grigio in Inghilterra e Italia. Questa è la pagina ufficiale: http://www.iucnredlist.org/details/summary/20025/0
    – lo scoiattolo grigio è ufficialmente un portatore sano del pox virus (http://www.biomedcentral.com/1746-6148/6/33/) che per fortuna non è ancora stato rilevato in Italia, ma che in Gran Bretagna determina ufficialmente la morte degli scoiattoli rossi con conseguenze estremamente negative sulle popolazioni locali: http://northernredsquirrels.org.uk/pox.htm. Non metto link alle immagini di scoiattolo rosso malati perché possono essere impressionanti.
    – Nessuno parla di eradicazione in Piemonte, ma l’intervento ha lo scopo di tenere sotto controllo le popolazioni di scoiattolo grigio per evitare, dato che l’areale italiano è in continua espansione, che si diffondano nel resto d’Europa. Questo è il link del sito ufficiale del progetto LIFE: http://www.rossoscoiattolo.eu/
    Le questioni etiche sono personali e rispettabili. La realtà dei fatti invece è cosa ben diversa e non andrebbe adattata alle proprie esigenze.
    Cordiali saluti

  4. Basterebbe un po’ di volonta’ di andare oltre le verita’ ufficiali per appurare che:

    – non esiste nessuna procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia per il caso degli scoiattoli grigi, come talora affermato, mentre per parte sua la Convenzione di Berna non prevede meccanismi sanzionatori;

    – secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura lo scoiattolo rosso NON e’ a rischio; lo sono invece altre 20.000 specie animali e vegetali per le quali le istituzioni non si scompongono piu’ di tanto;

    – i pretesi danni arrecati a foreste e coltivazioni sono tutti da dimostrare. Dieci anni fa gli esperti prevedevano che gli scoiattoli grigi avrebbero distrutto dal 10 al 15% del raccolto piemontese di nocciole; dieci anni dopo la produzione e’ invece cresciuta del 50%;

    – gli scoiattoli grigi sono accusati di trasmettere un virus mortale per gli scoiattoli rossi; in realta’ la causa della trasmissione del virus e’ ancora ignota e comunque il virus non e’ mai stato osservato in Italia;

    – l’eradicazione dello scoiattolo grigio dal territorio nazionale e’ ormai considerata impossibile, data la sua ampia diffusione in Piemonte, sicche’ tutta l’operazione e’ circondata da un alone di (costosa) insensatezza.

    La prevista “pulizia etnica” e’ in ogni caso eticamente inaccettabile.

    Per maggiori dettagli su questi e altri punti: http://www.scoiattologrigio.org

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